Questa volta ai microfoni di Heavy-Metal arriva Terence Holler, storico singer degli Eldritch che ci parla dell’ultimo nato ‘Blackenday’ e di molto altro ancora.

Ciao e bentornati su H-M.it!
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Un anno. Quella tra ‘Neighbourhell’ e ‘Blackenday’ è la pausa più breve in tutta la vostra discografia. A cosa si deve questa velocità compositiva? Avevate già materiale pronto?
Beh, diciamo che qualche idea l’avevamo già pronta per ‘Neighbourhell’, ma la gran parte del lavoro l’abbiamo composto durante l’estate scorsa. Dopo il viaggio in U.S.A. ad aprile per fare gli headliner al Chicago Powerfest, ci siamo sentiti galvanizzati, pieni di adrenalina e motivati! Sapere e toccare con mano che la propria musica sta conquistando fans sempre più numerosi in ogni angolo del mondo, ma soprattutto negli States, ci ha fatto ringiovanire! Abbiamo la stessa linfa vitale degli esordi e questo si ripercuote sul nuovo album che risulta molto frizzante ed ispirato. Eugene ha una marea di riff killer che gli frullano in testa! Anche Pek ha messo molte sue idee ed in parte anche John e Dave. Un bel lavoro di gruppo.

Quali sono stati gli impegni, le motivazioni ed i cambiamenti degli Eldritch in questi dodici mesi circa?
A livello concertistico abbiamo fatto poche date, ma tutte importanti: Chicago ed Evolution su tutte. La nostra politica potrà anche risultare sbagliata ma preferiamo poche cose ben fatte e retribuite che tanti concerti in posti troppo piccoli o male organizzati. Intendiamoci, noi suoniamo anche nelle birrerie, ma ci devono essere i presupposti tecnici e logistici adatti. Le motivazioni ci vengono quando a fine serata sappiamo di aver fatto bene il nostro lavoro e di conseguenza anche il fan si diverte. Se, come purtroppo capita, dobbiamo esibirci su un palco non idoneo, senza luci, monitor o mixer adatti, allora passa quasi la voglia! In questo siamo maturati molto e difficilmente i promoter ci fottono! Se non viene rispettata la scheda tecnica non suoniamo: stiamo a casa, al mare o a fare sesso.

Ho cominciato la mia recensione con questa frase: “Gli Eldritch hanno trovato la formula e, a quanto pare, non sembrano intenzionati a privarsene.”. Concordi con me? Avete trovato, da due album a questa parte, la vera e definitiva quadratura del cerchio che forse prima mancava?
Mah, sinceramente non saprei! Diciamo che con questa formazione e questa rinnovata voglia di fare, dovremmo aver trovato il giusto compromesso tra melodia, potenza e tecnica. Non che prima mancasse, ma forse la tecnica era più in primo piano e le melodie ne risentivano. Naturalmente solo in parte! Non rinneghiamo nessuno dei nostri sei album precedenti, anzi, ci hanno portato a crescere come musicisti e di fare la cosiddetta gavetta. Credimi, non è facile girare il mondo con questa musica, e tanto meno se vivi come noi in un paesino sul mare, fuori da ogni giro che conta. Abbiamo sempre avuto ottimi risultati in termini più strettamente commerciali. Forse da adesso in avanti sarà più semplice capire la nostra musica. Siamo comunque rimasti originali e questo ci viene riconosciuto dai media di tutto il mondo e ci inorgoglisce.

Una novità, anche se di poco conto, è costituita dall’artwork. Il personaggio cha aveva caratterizzato la copertina dei due precedenti dischi scompare a favore di un’immagine più “umana”. Quali sono i motivi di questo pensionamento? Sono da imputare a connessioni con l’aspetto lirico?
Più che di connessioni con l’aspetto lirico direi molto più semplicemente che quei mostri dei dischi precedenti ci facevano vomitare! E’ stata l’unica imposizione della casa discografica ed abbiamo dovuto ingoiare il rospo. Finalmente ci hanno ascoltati e da adesso in avanti le nostre copertine saranno più consone al nostro stile di musica e testi. Il lavoro stavolta è stato curato da Davide Nadalin della Nerve Design e ne siamo soddisfatti in pieno! Il concept viene da un’idea di Pek: un po’ depressiva come idea ma c’entra bene con le liriche.

Ho potuto notare, come ho scritto anche in fase di recensione, una particolare attenzione in questo disco verso l’estetica, ovvero particolari e melodie che si fanno ricordare. Mi sbaglio? E’ voluto?
Le melodie sono frutto del mio istinto. Quando gli altri mi consegnano il demo con le sole musiche, io chiudo gli occhi e creo la melodia. Un procedimento che sembra funzionare, visto che il disco sta piacendo anche a chi non ci digeriva prima. Le recensioni sono ottime (specialmente all’estero) ed i dati commerciali pure, quindi anche se non è stata una cosa studiata a tavolino, sembra davvero che funzioni bene. Naturalmente in fase di arrangiamento cerchiamo poi di ottimizzare ancora di più l’amalgama con fraseggi di chitarra e controcanti.

Questa propensione per la melodia, pensate possa aiutarvi in sede live?
Sarà molto più impegnativo per Pek e John! Dovranno farsi un bel culo a fare i cori. Penso che il pubblico gradirà lo sforzo. Saremo melodici ma non morbidi. I nostri bei riffoni Thrasheggianti e le atmosfere cupe e dark saranno sempre in agguato. Non siamo una happy metal band e non lo saremo mai. Melodici sì, ma tristi e un po’ sinistri. E’ nel nostro DNA. Vedremo i risultati già al Gods Of Metal e allo Swedenrock. Noi metteremo il nostro massimo impegno come sempre, poi il pubblico ci darà il risultato.

Cosa si aspettano gli Eldritch da questo nuovo disco e quali sono le reazioni fin qui ricevute?
Noi ci aspettiamo sempre che la gente ci ascolti e che compri i dischi! No, a parte questo vogliamo solo continuare a fare ciò che ci piace: suonare. Naturalmente ci piacerebbe essere rispettati in Italia come lo siamo all’estero. Le reazioni sono ottime ovunque, a volte persino entusiasmanti, ma paradossalmente le uniche recensioni meno esaltanti vengono proprio dall’Italia. Leggo recensori che rimpiangono gli Eldritch di dieci anni fa e di conseguenza invece di fare un esame obiettivo dell’album, si mettono a fare i paragoni con gli Eldritch che furono. Ho letto roba tipo: “Questo album merita un bel dieci, ma siccome sono gli Eldritch gli do un cinque! ” Che cazzo vuol dire? E’ un disco da dieci o da cinque? Non è un gioco, per noi è un lavoro, quindi esigiamo serietà nel giudizio, bello o brutto che sia.

Dopo molti traumi da cambiamento di line-up finalmente sembrate aver trovato un equilibrio stabile. Come funzionano le cose all’interno della band? Per quanto mi riguarda, trovo prove corali sempre migliorate e ben integrate.
Esattamente. Senza nulla togliere alle formazioni precedenti, con cui abbiamo vissuto dei momenti indimenticabili, quest’ultima incarnazione degli Eldritch e’ la più solida, affiatata ed affidabile. E’ difficile far coesistere cinque cervelli e da qualche anno a questa parte ci stiamo riuscendo. Certo, gli screzi ci sono, ma dopo ci ritroviamo a farci una birra e a raccontarci le barzellette. Non ci sono prime donne, siamo tutti dei buon gregari e questo si riflette sulle canzoni, molto compatte e fluide.

Quali sono i vostri piani live? Nel programma spicca la partecipazione al Gods Of Metal…emozione, orgoglio o rimanete tranquilli?
Allora….2 Giugno al Gods Of Metal, il 7 allo Swedenrock, l’8 Giugno a Berlino, il 22 Giugno al Morarock vicino Gorizia, il 23 Giugno a Livorno, poi in autunno il 31 Ottobre al Glory Metal Fest a Napoli, poi 9 Novembre Amburgo, 10 Novembre al ProgPower Scandinavia in Danimarca e molte altre cose di conferma. Beh, riguardo al Gods Of Metal, che dire? E’ il sogno di ogni gruppo! Ci metterei emozione, orgoglio ed un pizzico di curiosità. Sì, siamo curiosi di esibirci in una giornata “tranquilla”: vedremo, noi andremo belli carichi!

Dei vostri compagni di bill al GOM, qual è la band con cui vi farà più piacere condividere il palco?
Beh, direi tutte! Motley Crue, Velvet Revolver, Scorpions, Thin Lizzy, White Lion…da paura per ogni buon hard’n’heavy fan che si rispetti. Noi siamo la parte più heavy metal del bill e ne siamo orgogliosi! Complimenti alla live per il sempre ottimo lavoro nello scegliere le band.

A proposito di live, ho notato che sul vostro sito compare una partecipazione ad un festival partenopeo denominato Glory Metal Fest. Puoi dirci qualcosa in più di questo festival di cui si sa poco e niente?
Ne so quanto te. Ancora è presto ma credo che sarà un bel festival, in una calda e bellissima città. Il calore dei kids del sud è impareggiabile. Io farei un Gods Of Metal in Sicilia, magari sotto l’Etna.

Avete avuto l’occasione di farvi conoscere e suonare all’estero. Che reazioni avete ricevuto?
Come dicevo prima, sempre ottime! E menomale direi. Siamo molto rispettati e questo ci rende fieri e consapevoli di aver comunque fatto qualcosa di buono nela storia del metal italico…ho un erezione adesso…confermo comunque che il pubblico italiano rimane uno dei più rumorosi e caldi del Mondo.

A proposito di estero, data la vostra esperienza, che differenze trovate tra suonare in Italia e suonare in un paese straniero?
Quando sali su un palco, sia abbassano le luci ed inizi a suonare, non c’è molta differenza. Semmai è il contorno che è diverso. Le culture, i modi, i cibi e le fighe sono diverse, ma il palco è il palco e l’adrenalina sale dovunque uno si trovi. Ripeto, noi italiani siamo più calorosi, mentre più a nord in Europa il pubblico è più attento e meno scalmanato.

Temete che quello che il marchio di fabbrica Eldritch, ormai riconoscibile tra mille, possa in futuro annoiare dopo tre album, sebben diversi, con molti punti in comune? A proposito di questo, che sound dovremo attenderci dagli Eldritch del futuro?
Il futuro? Chi lo conosce? Non credo che annoieremo mai troppo il nostro pubblico. Può darsi che il prossimo album sia aggressivo, roccioso e molto meno melodico. Chi lo sa? Sarebbe l’ottavo album e dovremmo sicuramente inventarci qualcosa di sensazionale, vedremo! Voi intanto godetevi questo e come dice la mitica Sofa Loren: accattatevillo!

Come consuetudine ti lascio lo spazio per concludere l’intervista come preferisci!
Beh, ciao a tutti e grazie a voi per la cortese attenzione. Se siamo qua è anche grazie a voi, pubblico e giornalisti. Un metal abbraccio, Terence Holler. Eldritch.

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