Bhè, la copertina del precedente e primo lavoro degli Eden’s Curse ci aveva colpito decisamente di più… Una Eva in forma strepitosa oserei dire ci accoglieva invitandoci a dare un morso a quel pomo fatale… Ma come per la copertina anche il cd ci aveva colpito un po’ di più. Attenzione, non che questo The Second Coming non sia un bel disco, anzi. I musicisti sono assolutamente coesi e la produzione è assolutamente all’altezza, però manca un po’ di varietà a livello di musica e di songwriting… Le canzoni sono sempre intrise di ottantiana nostalgia, con cori di sottofondo molto simili ai Def Leppard degli anni d’oro, ma si corre realmente il rischio, dopo aver sentito le prime tre-quattro, di avere l’impressione di un dejà vu. Le song sono ben strutturate, e tra le tante si segnalano Lost in Wonderland, veramente ottima, con voce nitida e pulita del singer Eden a fare da contraltare a un Koehne in grande spolvero. Da sottolineare la presenza in veste di guest nella buona “Angels & Demons” niente poco di meno che Pamela Moore, grandiosa nel mitico Operation Mindcrime dei Queensryche. Voce inconfondibile la sua a donare un po’ più di verve al pezzo.
La produzione crede in questo combo, e dimostrazione di ciò è la presenza su questa seconda relase di musicisti del calibro di Tony Harnell, Doogie White, Carsten Schultz, il cui nome ha sicuramente giovato alla qualità del suono. Un buon disco, si diceva, costruito su un filone ben delineato, con ballate alternate a pezzi più rapidi, forse non all’altezza del predecessore ma comunque valido per una band che con il passare degli anni si sta mostrando decisamente unita e dotata di ottime qualità, che però in questo caso sono parzialmente mitigate da una eccessiva somiglianza dei vari pezzi. Fretta di uscire? Carenza di idee? Un disco per gli amanti del genere, troppo incastrato però in un solco già scavato e che ha dato ottimi frutti, e da cui forse al momento era difficile spostarsi… Però chi non risika…

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