Pubblicato nel 2007
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A due anni di distanza dal precedente “Revoiced”, album che proponeva alcuni vecchi brani ri-registrati con la nuova line up, tornano a far parlare di sé i Dreamscape con “5th season” loro quinto lavoro in studio.

Come al solito le coordinate musicali della band non si allontano di molto da quella che è la classicità di un genere come il progressive metal: ancora una volta riff debitori di sonorità care a Dream Theater e Fates Warning si stagliano incontrastati lungo un percorso lungo sessanta minuti che sembrano non passare mai. Quella che i Dreamscape vogliono presentarci è un’opera decisamente personale e dalle tinte particolarmente intricate ma coinvolgenti: ogni brano poggia su una struttura complessa e di difficile assimilazione complice anche ritmiche di chitarra ostiche e variegate che poco spazio lasciano alla linearità che prende invece spazio durante lo scorrere dei ritornelli che abbandonano ogni singolo passaggio prog per rivelarsi più ariosi e maggiormente lineari. Il livello tecnico della band è nettamente alto e forse proprio per questo i brani sono piuttosto difficili da mandare giù. Certo esistono degli ottimi pezzi come l’iniziale “Fed up with”, caratterizzati da interessanti cambi di tempo o ancora “Borderline” o la lunghissima “5th season” che vede la band compiere un lavoro egregio con ogni strumento in particolare per quanto riguarda i lunghi fraseggi che vanno a comporre le sue parti strumentali. I restanti brani continuano a viaggiare su livelli parecchio alti per quanto riguarda il tecnicismo ma al tempo stesso parecchio bassi per quanto riguardo il livello di fruibilità da parte dell’ascoltatore. Trovo, infatti “5th sason”, se ancora non si è capito, piuttosto ostico da mandare giù e non bastano canzoni come quelle appena citate o le conclusive “Point Zero” o “Firewall” a risollevare le sorti di un album reso incolore dalla troppa dose di complessità inserita all’interno dei brani.

Un album dunque da prendere con le molle, consigliato solo ai cultori del prog metal più tecnico e complesso; “5th season” è un disco cervellotico che terrà impegnata per un bel po’ la vostra mente.

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