Pubblicato nel 2014
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Come si suol dire, i DragonForce hanno trovato la quadratura del cerchio. Già col precedente “The Power Within”, i nostri avevano snellito la struttura dei brani, rendendo il tutto più fruibile all’ascolto, e anche in questo nuovo “Maximum Overload”, hanno optato per un impatto maggiore delle singole composizioni, senza però tralasciare quelle che sono le peculiarità della band.
Ne è un esempio la opener e singolo The Game, che ci attacca frontalmente con le sue ritmiche incredibilmente veloci ma farcite da una melodia super accattivante. Non mancano nemmeno le tipiche battaglie a colpi di assolo, vero trademark dei primi DragonForce. Il tutto in poco meno di 5 minuti.
Benché io sia fan dei primi 2-3 album della band, non posso negare che questa “nuova” formula funzioni. Anche il nuovo cantante Marc Hudson, alla seconda prova con la band, risulta praticamente perfetto (almeno da studio, non l’ho mai sentito live), con la sua voce cristallina e melodica, in grado di raggiungere picchi molto alti, come in Three Hammers.
I DragonForce hanno diversificato in minima parte il loro stile, dando spazio a qualche piccola variazione sul tema velocità-a-tutti-i-costi, come nel brano Symphony Of The Night, in cui si hanno diversi rallentamenti, nonché un’efficace parte strumentale. Lo stesso si può dire per la seguente The Sun Is Dead, song dal più ampio respiro melodico, con una bella prestazione da parte di Hudson.
Un altro elemento che da sempre caratterizza la band, sono le tastiere “iper-tamarre” ad opera di Vadim Pruzhanov, che ha modo di sbizzarrirsi (forse esagerando pure un pochino!) in Extraction Zone, brano diretto e veloce intramezzato dagli effetti tastieristici del musicista di origine ucraina.
Chiude l’album l’inaspettata cover (almeno per il sottoscritto) di Ring Of Fire, che pur mantenendo le melodie di base, risulta completamente stravolta e resa à-la DragonForce, con tutti gli elementi tipici della band.
“Maximum Overload” probabilmente non passerà alla storia, ma è un album dannatamente ben fatto, con tutte le carte a posto e che sicuramente farà felici i fans dei DragonForce. Consiglio anche ai detrattori della band di provare ad ascoltare il disco, senza troppi pregiudizi…non si sa mai!

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