Provare dolore è un affare naturale, non di buona educazione. Il ferire non è questione d’acciaio, una smorfia volgare della carne. I Dolorian sono riusciti a maneggiare note, come lame affilate, che una dopo l’altra mettono a nudo un nervo, o giocano impudiche con le ossa. Ascoltare le loro parole, percepire le loro sensazioni mutevoli, può rivelarsi una ferita celeste, tanto questa musica è pungente e ammaliante, tanto sa suscitare incanto e disperazione.

Formatisi nel ’97, i finlandesi con l’album omonimo rilasciano la loro seconda prova, dopo il debutto “When All The Laughter Has Gone” del ’99, lavoro forse ancora più denso e cupo di questo, che li impose come uno degli oracoli da ascoltare nel panorama doom alle porte del nuovo millennio. Per la seconda volta i Dolorian hanno modellato un prodotto alienante e ossessivo, un lavoro che vive di una poesia crepuscolare e maledetta, che nella sua cupezza riesce a distendersi su atmosfere malate, ma riposanti, grazie a uno splendido dialogo fra distorsioni pesanti e riff puliti e delicati. La voce recita su queste note seguendo timbriche profonde, ma mai sporche, quasi fosse quella di un narratore di sottofondo che tenta di scalfire il pulviscolo grigiastro di emozioni condensate e represse. Quella creata dai Dolorian è musica dolce e mortuaria allo stesso tempo, avvicinabile in parte allo stile scritto negli stessi anni da un altro mostro del genere, i connazionali Shape Of Despair, per quell’unione perfetta e magica istaurata fra lentezza e melodia, che rende ogni nota un talismano di sensazioni. Da questi però si allontanano nella struttura, nei Dolorian meno complessa e ricca che nei conterranei, e nella voce, meno tombale e soprattutto sempre pulita.
Con questa seconda tappa probabilmente i finlandesi hanno osato meno rispetto all’esordio, perdendo parte del carattere black che quell’album possedeva in canzoni come “Desolated Colours” o la titletrack “When All The Laughter As Gone”. L’aura evocata da queste nuove fragili poesie è quella della malinconia pura, così cara al dark metal, genere sibillino nel trattare le emozioni attraverso un suono che apparentemente sembra monocorde, ma se percepito e vissuto attentamente rivela migliaia di sfumature impreviste all’interno di poche note.

Dolorian è un album che si manifesta come un’improvvisa rivelazione, da quanto riesce a condensare in poche, efficacissime note. Questa è musica scritta in solitudine, lamento di un cuore rassegnato di fronte al dolore, nonché una delle più intense espressioni del doom metal macchiato di tenebra black e tenerezza dark. Solo alla fine di questo viaggio solenne, come dopo un grande dolore, i nervi, esausti, potranno finalmente risposare.

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