La capacità di incanalare sapientemente la carica elettrica e la spavalderia muscolare tipiche di un gruppo hard’n heavy che scalpitava per emergere dall’anonimato nei binari di un sound melodico, controllato, perfetto e maturo fu alla base del successo dei Dokken, un successo unanime e travolgente. Per descriverli al meglio, almeno dalle nostre parti, si coniò il termine “class metal”, termine che finì per identificare le sonorità anni ’80 più eleganti, superbamente prodotte e melodiche che non cessavano di essere comunque maschie e guitar oriented. L’album emblema divenne “Under Lock And Key”.

“From Conception: Live 1981” testimonia uno dei tanti concerti che il gruppo era solito tenere prima che tutto quello appena descritto diventasse storia. Ovviamente in un contesto live la componente fisica e più propriamente rock emerge prepotente, ma la classe dei quattro musicisti è fin troppo evidente, cristallina, e viene da chiedersi come e perchè stentassero, o avessero stentato, a trovare in patria uno straccio di contratto discografico. Altri tempi.

Dieci le tracce, sei facenti parte del debut “Breaking The Chains”, tre gli episodi finora perduti nel tempo (“Goin’ Down”, “Hit And Run”, “You’re A Liar”), quasi cinquanta minuti che riportano alla luce un gruppo già pronto alla consacrazione e che faranno sicuramente la felicità dei fan di vecchia data, che non si cureranno minimamente dei limiti che una registrazione di oltre venti anni non può che palesare, nonostante un superbo e certosino lavoro di restauro, e che al play, dopo avere adeguatamente alzato il volume, avranno una graditissima sorpresa che difficilmente riusciranno a dimenticare. Gli altri? Il consiglio è ovviamente quello di conoscere, approfondire e adorare prima le pietre miliari della loro discografia, ma se non volessero seguirlo…

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