Da una costola importante degli Edenbridge (l’ex batterista Roland Navratil) e dal cantante ultra melodico Jacke E. nascono i Dignity, con ‘Project Destiny’ al loro primo vagito su Napalm Records.

La compagine si muove su coordinate musicali che si distanziano equamente dal power di estrazione sinfonica e dall’ hard rock melodico in salsa pomp, in quella sorta di limbo sonoro che ultimamente ha fatto la fortuna di non pochi colleghi degli austriaci. Una scelta stilistica ben delineata che impregna le nove tracce del lavoro di dosi massicce di melodia e di tutta una serie di soluzioni zuccherose e di facile presa. Non siamo ai livelli dell’ happy metal di Freedom Call e seguaci ma l’uso dei cori tanto ricordano l’operato della combriccola di Chris Bay soprattutto durante i primi lavori in studio. Otto pezzi di metal melodico in tutto, dunque, più la cover ‘Don’t Pay The Ferryman’ di Chris DeBurgh per un debutto discografico che punta davvero molto sugli ammalianti e zuccherosi aspetti formali che ne caratterizzano le fattezze ma che tralascia altri aspetti fondamentali come quelli inerenti la personalità e l’intraprendenza…

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