Reunion alquanto fallita quella dei Diamond Head. Innanzi tutto, della storica line-up originale è rimasto il solo Brian Tatler e poi un lavoro come questo “What’s In Your Head?” fa davvero una brutta pubblicità alla produzione discografica della band.
Il loro è un hard rock maschio dalle forzate influenze moderne, prodotto in maniera molto asettica e caratterizzato da qualche piccolo e piuttosto velato riferimento al passato dei ‘70s. Sin qui poco male, il problema si palesa immediatamente dopo i primi ascolti, quando praticamente nulla del disco ti rimane in testa e le emozioni provate si contano sulle dita di una mano. Riff scialbi, strutture piuttosto semplici ed inefficaci ed una prestazione corale alquanto piatta rendono il ritorno sulle scene dei Diamond Head quanto di più inutile ed irritabile potesse esserci in questo momento. Un po’ tutti i brani si attestano su un livello qualitativo decisamente mediocre, complice la scarsa vena compositiva del superstite Tatler e la prestazione pedestre di Nick Tart, sostituto dello storico vocalist Sean Harris. Insomma, a partire dalla spenta “Skin On Skin” e via discorrendo sino alla ritmata e conclusiva “Victim”, i Diamond Head targati ’07 non lasciano il segno in nessun modo, risultando alquanto evitabili sia per le nuove generazioni che, soprattutto, per la vecchia guardia che li ha sempre apprezzati.

Ad esclusione di pochi episodi (“I Feel No Pain”, ad esempio o il singolo “This Planet And Me”), poi, la band decide di investire molto sull’utilizzo di tempi medi e ritmiche sincopate, per poi fallire inesorabilmente all’insegna di un songwriting spento e decisamente poco ficcante.

Reunion da dimenticare, dunque, per Tatler e soci, probabilmente mossi negli intenti dall’ondata di band seminali che hanno deciso, ultimamente, di tornare a produrre qualcosa di nuovo dopo lunghi periodi di inattività. “What’s In Your Head?” non rappresenta certo il modo migliore per presentarsi ai fan dopo parecchi anni, soprattutto se il monicker in questione è stato uno dei più rispettati e stimati degli anni passati in campo hard rock.

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