Con il nuovo album “Issue VI”, i Dew Scented hanno deciso di tornare ai fasti del passato in grande stile, dopo un album devastante come “Impact”.
Ne parliamo direttamente al telefono col frontman Leif , persona simpaticissima e molto disponibile…

Quando avete iniziato a comporre il materiale per il nuovo album e quanto ci avete impiegato per registrarlo?
Dunque, penso che abbiamo iniziato nell’estate dell’anno scorso scrivendo un paio di canzoni durante il tour, ma non pensavamo ancora molto al nuovo album. Quando finimmo le date, verso la fine dell’anno incominciammo ad entrare in sala prove concentrandoci maggiormente sulle nuove canzoni e dedicando tre o quattro mesi per comporle. Quando il materiale era finalmente pronto lo abbiamo registrato in circa quattro settimane. Dopo ci siamo presi ancora tempo per mixarlo e preparare anche la promozione… insomma ci abbiamo messo molto impegno e penso che sia stato tutto a vantaggio per il prodotto finale.

A mio avviso questo nuovo album non e’ brutale e veloce come il precedente “Impact” ma piu’ incentrato su ritmiche come possiamo ascoltare in “Rituals Of Time” oppure in “Ruins Of Hope”. Sei d’accordo con me?
Sono totalmente d’accordo con te! Con il precedente album volevamo realizzare il lavoro piu’ brutale della nostra discografia pur rimanendo nel nostro genere musicale… ma non vogliamo suonare solo ad altissime velocità e con il nuovo album abbiamo voluto utilizzare ritmiche, melodie e passaggi tecnici, suonando in maniera non troppo veloce ma concentrandoci nel produrre qualcosa di piu’ interessante sia per noi che per i nostri ascoltatori. Diciamo che abbiamo avuto un approccio compositivo diverso ma non abbiamo assolutamente cambiato direzione musicale, che era la cosa piu’ importante.

Penso che suonando a quelle velocita’ sia molto difficile comporre canzoni di una certa qualita’ e originalita’. Voi come riuscite a mantenere un cosi’ alto livello compositivo?
Beh, facciamo molte jam in studio…ma il merito va soprattutto agli altri della band visto che io sono solamente un cantante. Molti riff li componevamo mentre eravamo in tour ma molti altri sono nati in sala prove e siamo stati in grado di comporre i nuovi pezzi per il nuovo album in maniera abbastanza tranquilla. Ognuno di noi ha un proprio pezzo preferito ed e’ un’ottima cosa perche’, invece di concentrarci solo su un paio di pezzi principali e poi produrre canzoni mediocri con il solo scopo di riempire l’album, siamo riusciti a scrivere un album in cui tutte le canzoni sono sullo stesso livello. Siamo fortunati ad aver avuto chitarristi con ottime idee e soprattutto molto abili.

Come mai avete scelto un titolo cosi’ semplice come Issue VI ?
Un motivo era ovviamente quello di continuare con la tradizione che vuole che i titoli dei nostri album siano composti da una sola parola che inizi con la lettera i. Invece il motivo serio e’ che penso sia perfetto per il concept del nuovo album, sfruttando il fatto che “Issue VI” possa significare che affrontiamo per la sesta volta il solito tema, affrontando ogni volta i cambiamenti e i problemi della vita.

Parliamo della copertina… ci sono delle braccia su cui sono tatuati dei codici a barre e dalle cui vene qualcuno sta prelevando il sangue… io l’ho interpretato come se stesse a significare che la societa’ risulta essere schiava del potere…
Esattamente, quello e’ uno dei significati della copertina. Meno male che hai notato i codici a barre, ce ne sono ben sei e pochi se ne erano accorti. Principalmente l’uomo e’ schiavo della tecnologia, dei politici e delle negativita’…invece dovrebbe liberarsi di questa condizione e andare dritto per la sua strada e non semplicemente cadere nell’idea di essere responsabile per le cose negative che accadono nella nostra societa’. E’ un tema che ho sempre affrontato nei miei testi.

Parliamo della lineup…state cercando un nuovo chitarrista? E cosa e’ successo con Muller?
Beh, in realta’ abbiamo gia’ il secondo chitarrista, si chiama Marvin Vriesde e ha suonato in band come Blo.Torch e Severe Torture ed ha gia’ collaborato con noi nel 1996 e anche nel tour del 2002. Non appare nella foto dell’album perche’ non ha partecipato alla composizione ma e’ ormai un membro della band e suonera’ con noi nei prossimi concerti. Per quanto riguarda Florian siamo rimasti molto amici. Ha suonato per moltissimi anni con noi ed era uno dei compositori principali, ma con il tempo ha perso interesse e aveva idee che non coincidevano con le nostre e di comune accordo ha preferito lasciare la band.

Dopo tredici anni di carriera…
Che depressione… quanto tempo eh eh..

Eh eh..gia’… comunque, dopo tredici anni di carriera, dopo aver fatto tour con molte band famose, riuscite finalmente a vivere di sola musica?
No, non possiamo. Ognuno di noi ha un lavoro, oppure studia oppure non fa nulla eh eh.. ad esempio il nostro batterista ha dovuto, tempo fa, abbandonarci momentaneamente per terminare gli studi. Comunque il nostro genere e’ un po’ troppo estremo per poterci permettere di pagare le nostre bollette, ma siamo abituati a questo fin dall’inizio della nostra carriera. A noi interessa maggiormente essere contenti di quello che facciamo e di dedicare piu’ tempo possibile alla nostra band, e non penso che le cose cambieranno nel futuro… ci vuole molta attitudine.

Mi parli della situazione del metal in Germania?
La scena metal e’ molto grande… ci sono molte opportunita’ per tutti i generi, dal melodico al grindcore, e c’e’ spazio per tutti grazie ai nuerosi festival. Non esiste molta rivalita’ oppure il voler essere la band piu’ “cool” del Paese.

Io ho la tua stessa eta’… ho cominciato ad ascoltare metal a 12 anni con i Metallica, i Guns ‘n Roses per poi passare agli Slayer e Deicide e molti altri. Tu come hai cominciato?
Nella stessa maniera, ma ho saltato i Guns ‘n Roses (risate). Comunque, ho vissuto fino a 14 anni in Colombia e ho avuto molti amici piu’ grandi con cui scambiavo nastri e con cui ho conosciuto gli Slayer, Deicide, Posssessed, Vio-Lence… crescendo ho avuto una mentalita’ piu’ aperta che mi ha permesso di apreezzare anche altre band heavy metal non estreme come Iron Maiden o Black Sabbath. Ho sempre partecipato attivamente alla scena scrivendo per fanzine oppure organizzando concerti nei locali.

Una domanda classica…le cose piu’ belle e piu’ brutte che ti sono capitate in questi anni con la band..
Beh, non per essere nostalgico ma le cose belle erano quando abbiamo incominciato a fare i primi concerti per lunghi periodi che ci hanno permesso di fare molte amicizie e conoscere molte band con le quali, nonostante gli impegni e gli anni sono rimasto ancora in frequente contatto grazie soprattutto ad interessi comuni. E’ una cosa molto positiva visto che di solito ci si perde di vista o non si hanno contatti perche’ ce ne freghiamo, come succede ad esempio con i vecchi compagni di scuola.
Un’altra cosa positiva e’ che grazie alla band ho potuto viaggiare per paesi che forse non avrei avuto occasione di poter visitare.
Le cose negative sono le persone false oppure gente che non apprezza il tuo genere oppure un altro e di conseguenza non fa nulla per supportare la scena.

Ops, ho dimenticato di chiederti una cosa… molta gente generalizza il vostro sound definendolo come derivato dagli Slayer, mentre con il nuovo album siete riusciti ad ottenere un sound ancora piu’ personale..
Ohh..grazie. Anche se avrei preferito che me lo dicessi 5 anni fa… gli Slayer sono la nostra principale band preferita, uno dei migliori gruppi nel mondo, ma e’ solo una delle nostre principali influenze, ma i media italiani ci accomunano sempre a loro e, anche se ci fa molto onore, non sono molto d’accordo. Ci sono molte altre influenze e con questo album ci siamo concentrati al massimo per non essere nuovamente definiti come una cover band degli Slayer… mi fa molto piacere sentirti dire questo.

Avete gia’ programmato il vostro nuovo tour?
Si, inizieremo con il Giappone, dove suoneremo per due settimane, poi torneremo in Europa per partecipare a vari festival, mentre in Novembre faremo un tour negli Usa e in Canada e speriamo anche di fare qualche data nel Sud america. Verremo anche in Italia e spero di non fare un solo concerto ma di poter andare in molte citta’ del vostro paese.

La scaletta comprendera’ anche pezzi del passato?
Certamente, suoneremo le migliori canzoni da ogni album e non suoneremo esclusivamente pezzi degli ultimi tre album, ma andremo a ripescare anche roba dai nostri primissimi album.

L’edizione europea del vostro nuovo album comprendera’ anche un dvd live…me ne puoi parlare?
E’ sostanzialmente una raccolta di alcuni brani registrati in differenti show per un totale di circa 1 ora e mezza, registrati in maniera piuttosto professionale. Inoltre dovrebbe contenere anche dei video… pero’ sara’ disponibile in poche migliaia di copie.

Ok. Vuoi concludere l’intervista dicendo qualcosa ai nostri lettori?
Grazie mille Italia!! (detto in un perfetto italiano)..eh eh.. comunque saluto tutte le bands che conosciamo in Italia e ci vedremo presto in tour.

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