A volte mi chiedo cosa passa per la testa a chi scrive le note sui flyer che accompagnano i promo… “Alternative Endings” dei Devar viene infatti presentato come un lavoro che miscela black metal e musica anni ’50, tuttavia mi pare che di questo secondo elemento si senta poco e niente tra le tracce dell’album. La musica suonata dalla band è infatti un dark rock contaminato con qualche elemento black (sostanzialmente blast beat e chitarre “zanzarose”), inoltre durante gli ascolti mi è spesso venuto in mente Danzig (tra l’altro il cantante ha pure il ciuffone!), che coi ’50 non ha molto a che fare…

Chiarito questo “Alternative Endings” è un disco gradevole, ma tutt’altro che memorabile. Le 10 tracce di cui è composto scorrono in maniera molto uniforme e quasi monotona, nessuna mi ha colpito o si è fatta notare. Il vero problema del lavoro dei Devar è infatti a mio avviso proprio questo: non regge sulla lunga durata. Se i pezzi sentiti separatamente sono tutto sommato interessanti, l’ascolto del disco nella sua interezza mi ha stancato (anche il cantato “sgraziato”, che può incuriosire inizialmente, mi pare annoi in fretta).

Insomma, “Alternative Endings” è un album con delle idee interessanti (ma non sono quelle descritte nel flyer) e sicuramente sufficiente, che tuttavia non mi è parso ancora maturo.

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