Ricordavamo i Deinonychus per il precedente “Insomnia”, album di black metal con azzeccati inserti doomy . La musica è cambiata, ma non molto, in questi lunghi 4 anni.
La violenza la fa sempre da padrona, anche se in maniera più diretta ed immediata.
La velocità media resta bassa, il cantato lacerante e disperato, le chitarre malinconiche e sfibrate.
Risulta evidente l’attenzione posta alla ricerca del groove, cosa piuttosto rara degli album di questo genere, coadiuvato da una produzione sicuramente consona, merito di Giuseppe Orlando alla regia e non solo, dato che il Nostro si è occupato anche di tutte le parti di batteria dell’album.
La sua prova strumentale risulta dedita alla funzionalità ed al buon gusto più che allo sfoggio tecnico, e contribuisce non poco a creare il sound della band, che in realtà è composta dal solo Marco Kheren, aiutato al basso da Jurgen Bartsch dei Bethlehem.
Le tematiche affrontano integralmente la guerra in quasi tutte le sue sfaccettature, assestandosi su una posizione anti-militarista, affrontata con grande intelligenza.
Dopo alcuni ascolti i mid-tempos ti entrano in testa, assecondati da ipnotici riffs di chitarra, ed ogni tanto si sente qualche coro alla Enslaved. Buoni i risultati anche quando la band spinge sull’acceleratore, come in “Mg-34” brano di sano raw-black stile Darktrhone.
In conclusione un bel Cd di black piuttosto canonico ma con spunti interessanti, suonato molto bene che non può mancare tra gli acquisti degli appassionati

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