Deicide anno 2004: il risveglio. Direi che è quello che ho pensato ascoltando questo nuovo lavoro. Smentisco subito, non è un capolavoro, ma sicuramente è un bel disco. Sarà il cambio di etichetta, sarà l’influenza dei Vital Remains in cui milita il singer, ma si sente che qualcosa è cambiato in meglio.
Si parte con la devastante title track, “Scars of the crucifix”, feroce e graffiante, il growl di Glen si è incattivito, e tutto condisce un risultato notevole. La seguente “Mad At God” rimane su uno stile classico della band, ma dal songwriting decisamente più ispirato. “Conquered By Sodom” inizia con un veloce assolo e continua in un mid-tempo cadenzato dall’effetto “corale”, dove il cantato di Benton si sdoppia dando un tocco particolare al pezzo.
Si continua con “Fuck Your God”, violenza in blast beat, che passando per qualche repentino cambio di tempo sfocia in un chorus quasi “catchy” (vi sfido a non canticchiare Fuck Your God per un po.. ), di sicuro un gran pezzo dal vivo. Breve intro vocale ed ecco “When heaven burns”, il pezzo piu lungo di tutto il lavoro (4:14 minuti contro i 3 scarsi di tutte le altre), che unisce parti veloci dai riff circolari, a pezzi stoppati, che ricorda molto la vecchia “Once Upon the Cross”.
Segue “Enchanted Nightmare” pezzo in continua distruzione auricolare, condito da molti stacchi solistici. “From Darkness Come” invece è secondo chi scrive, la miglior traccia di tutto l’album. Riff introduttivo, blast, voce progressivamente in salita, per entrare in un mare di brutalità sonora. La corta “Go Now, Your Lord Is Dead” è un’altra canzone puramente Deicide, compressa in soli 2 minuti, ma dalla velocità devastante.
Conclude “The pentecostal”, tempo violentissimo dai fraseggi di chitarra molto armonici, per quanto un pezzo death metal possa esserlo.

Il disco viaggia su un’ottima media, il tasso tecnico è notevole, la sezione ritmica non fa prigionieri, e le asce dei fratelli Hoffman regalano granitici riff e assoli dallo stile rinnovato, più ricercato. Di certo l’inquadratura stilistica dei Deicide non è cambiata, ma dopotutto la qualità della composizione ha il suo peso, e passati questi anni di torpore, tra un Incineratehymn e un In torment in hell, la macchina anticristiana di Glen si è svegliata col piede giusto.

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