Aspettavo con ansia questo esordio discografico, seguo i Death or Glory da almeno un anno, avevo
avuto modo di ascoltare la loro demo di questo inverno e in generale sentivo un certo bisogno di
mettere le mani sul platter definitivo.
I genovesi in questione sono autori di un metal dalle forti tinte classicheggianti ed epiche che
chiamano in causa spesso e volentieri Dickinson & co. ma che non disdegnano comunque il sound
power più moderno e melodico che impera nel nostro mercato.
La Steelborn ha investito bene in questo gruppo, però è giusto premettere che il voto in questo
caso sarebbe stato molto più alto se la produzione del disco fosse migliore, il suono è ancora
troppo artigianale per i canoni odierni del mercato e per avere la possibilità di fare breccia
nel cuore dei metal fan tricolori.
Le qualità non mancano di certo a questa band, le prime quattro tracce sono più che convincenti
sotto il profilo compositivo, ricche di refrain e ritornelli da canticchiare già dal primo
ascolto, bellissima “Metal crown” con il suo mood deciso ed evocativo che sfocia in un coro di
sicura presa in sede live.
Si prosegue con brani come “Revenge” che con un suono migliore non avebbe sfigurato tra gli
highlight di un concerto dei Maiden, segno tangibile che questi ragazzi sanno il fatto loro in
campo metal, sopratutto nutrono una passione sincera e incodizionata che di sicuro darà i suoi
frutti.
Le conclusive “Symphony of fire” e “March of the titans” mi riportano alle sonorità più
ricercate dei Virgin Steele, anche qui si tratta di ottimi brani penalizzati soltanto da una
produzione non all’altezza ma che sicuramente convinceranno in sede live valendo al gruppo una
sicura cerchia di seguaci.

Io signori non apprezzo chi stronca il metal italiano, per anni la più grande barriera che le
nostre formazioni hanno dovuto superare è stata proprio la produzione professionale, non è
facile trovare le persone giuste, i soldi, il tempo e chi vuole investire su di te così molti
gruppi devono far buon viso a cattiva sorte e accontantarsi di un suono prossimale. Questo non vuol però dire che in futuro le cose non andranno meglio, io faccio ai Death or Glory
l’augurio di avere la possibilità di migliorare questo aspetto, perchè per il resto ci siamo e come, a voi comunque consiglio di dare un’ascoltatina a questo gruppo, se li vedete dal vivo è anche meglio.

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