“Five Shots From Underground”: Cinque domande Cinque al Top Demo di Heavy-Metal.it !

Raccontateci la vostra storia e presentate il gruppo.
Matteo/Baital: Innanzitutto ciao a tutti! ci siamo formati nel 2003 con una line-up che vede Andrea come cantante chitarrista, Matteo alla chitarra, Baital dietro le pelli e BRN nel ruolo di bassista. Tutti i componenti del gruppo non suonano lo strumento da più di 4 anni e nessuno di noi ha avuto agli inizi, a parte piccoli gruppetti, una vera esperienza musicale.
Siamo partiti con lo scopo di diventare una thrash metal band stile primi Metallica e Slayer, ma ben presto ci siamo inclinati a sonorità ancora più dure, passando da uno speed thrash ad un death metal old style. Con il tempo, grazie alle influenze dei compianti Death, abbiamo aumentato il nostro bagaglio tecnico ed al tempo stesso abbiamo aperto le nostre menti ad altri generi estremi quali il brutal death ed il black metal.
Per quanto riguarda gli intermezzi acustici, abbiamo tratto ispirazione da quei gruppi che, meglio di altri (su tutti i Dissection), creano atmosfere cupe e malinconiche attraverso queste soluzioni. In questo momento stiamo scrivendo del nuovo materiale, ancora più tecnico e brutale, che andrà a comporre un nuovo disco, ma non aspettatevi uscite imminenti, in quanto abbiamo intenzione di procedere con calma, in modo che il nuovo materiale risulti ragionato, potente e diretto.

Cosa ricordi del primo concerto che avete tenuto ?
Matteo/Baital: AZZ!!!!!!!! Ci abbiamo messo un sacco per dimenticarlo e tu ci fai tornare in mente tutto! Comunque se proprio vuoi saperlo, cercheremo di fare questo sforzo. La cosa che meglio di tutte ricordiamo è che abbiamo suonato a caso per mezz’ora senza capire un cazzo, il tutto a causa di un “fonico” che beveva e mangiava come un porco invece di sistemarci i suoni.
Risultato: abbiamo fatto una figura di merda. Ma la cosa più assurda è che due mesi più tardi un ragazzo ci ha fermati per farci i complimenti di quel concerto!!! (per me era ubriaco…)

Cosa non ti piace del metal in Italia e cosa cambieresti ?
Matteo: Più che il metal, cambierei la mentalità che aleggia in Italia. Molto spesso si etichetta questo genere di musica come rumore senza senso, condito da puttanate sataniste. La gente non riesce a capire che il metal è una valvola di sfogo, sulla quale moltissime persone fanno ricorso per potersi sentire liberi da ogni frustrazione. Io sinceramente la penso così e penso anche che sia più salutare andare ad un concerto di “Rock Satanico” (i media sparano di quelle stronzate), piuttosto che prendere a mazzate un tifoso della squadra avversaria solo per una stramaledetta partita di calcio.
Baital: Sono d’accordo con quello che ha detto Matteo, e aggiungerei che, sebbene il metal in Italia sia molto presente, esso non ha successo anche a causa delle etichette e delle case discografiche che non valorizzano i gruppi che non hanno una buona produzione ed un album professionale (esperienza prsonale…)

Miglior gruppo italiano e più sopravvalutato gruppo italiano ?
Baital: Penso che in Italia vi siano molti validi gruppi (vedi Coram Lethe o Handful Of Hate) che potrebbero avere molto successo anche a livello internazionale, ma, a causa delle case dicografiche che puntano la loro attenzione su gruppi, molte volte meno capaci ma più commerciali (vedi le migliaia di gruppi power fotocopia), non avranno mai quell’attenzione che meritano nel panorama metal, siano nostrano che d’oltralpe.

Cosa ti ha dato la musica e cosa vuoi dargli tu ?
Matteo: La musica ci ha dato, ed ancora adesso ci dà, emozioni e soddisfazioni che non avevamo mai provato prima. Più che dare qualcosa alla musica, vorremmo dare qualcosa a tutta quella gente che viene a vederci, offrire loro un concerto brutale e farli andare a casa contenti, nella speranza che dicano: “Cazzo! Questi ragazzi spaccano!”.

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