Dopo due album in lingua spagnola è il momento per i Darksun di cambiare bandiera e con “The dark side” i nostri iniziano a corredare la propria musica dal cantato in lingua inglese. Bene! La proposta degli iberici è come al solito un power metal sinfonico dove melodie e orchestrazioni in chiaro stile Dark Moor, Fairyland e Nightwish prendono il sopravvento andando a costituire l’architettura centrale di ogni singolo brano dell’album.

Punto a favore (o a sfavore?) di questa band è l’inutilizzo della doppia cassa, cosa alquanto rara in un gruppo power e di linee vocali eleganti e melodiche che vanno continuamente a intrecciarsi con quanto il resto della band sta suonando per un connubio particolarmente estroverso e accattivante. Ancora l’utilizzo di massicci e pomposi cori che accompagnano la voce nei ritornelli rende “The dark side” parecchio accattivante. Nonostante queste premesse i brani proposti dagli spagnoli non sono nulla di originale e seguono i classici clichè del genere: vocione narrante con orchestra per l’intro “Invocation”, un classico metal roccioso e compatto unito a tastiere evocative per la title track, ottimi cori e ritornelli in brani come “ A hero reborn” e “Slaves of fear”, a mio avviso il pezzo migliore di tutto l’album e ancora una mini suite pomposa ed elegante per “Elegy” dove l’ombra dei nostri Rhapsody of fire aleggia un po’ per tutta la sua durata. Qualche brano sottotono come “Blood brothers” e la finale “Legend” fanno capolino durante lo scorrere di “the dark side” subito spazzati via dall’ottimo riffing e dalla buone melodie di canzoni come “Echos of the past” e “Prisoners of fate” che tra l’altro vede come ospite alla voce il buon Peavy Wagner dei Rage.

Alla fine del discorso l’album scorre via in maniera piuttosto buona, anche se la band dimostra di dover ancora parecchio crescere, soprattutto a livello di songwriting. “The dark side” è un album fresco e piacevole che sicuramente riuscirà a convincere e a conquistare i più fervidi sostenitori di Rhapsody, Fairyland e affini, massicci utilizzatore di orchestrazioni e pompose sinfonie classiche e barocche.

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