Matura e sobria. Questi i due aggettivi che meglio descrivono la proposta dei Darkmoon, formazione elvetica dal sound pratico e rodato. Senza fantasie bislacchè, né particolari trovate commerciali gli svizzeri continuano a proporre lo stesso death metal di estrazione svedese che ha scandito i precedenti quattro passi discografici. Nel caso specifico di ‘Apocalyptic Syndrome’ vengono lanciati sul mercato dieci brani aggressivi e granitici in cui, le influenze di Entombed ed At Gates, fanno capolinea spesso e volentieri fra le linee dei nostri trasportando godibilmente l’ascoltatore fino al termine del disco. Complici ed alleate dei nostri una rete di melodie sempre sottili e mai invadenti che, con una certa discrezione, rendono varietà e distinguibilità a brani che, pur facendo il loro, si limitano a recitare il classico “compitino”. E’ così che nasce un disco in cui semplicità e concretezza rischiano di sfociare nell’anonimato da omologazione. Sezione ritmica “da compagnia”, lavoro affidato a due buoni chitarristi che non fanno miracoli, un singer dotato ed espressivo ed il cartellino ancora una volta è timbrato. Senza sussulti, senza alcunché di memorabile ma con la dignità che li ha sempre contraddistinti. Questi sono i Darkmoon sempre più affezionati a se stessi e ad uno stile che non può pagare più di tanto.

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