Attivi sin dal 1982 i Dark Sky tornano sul mercato con un nuovo album di classic rock sullo stile di Jaded Heart e Bonfire. La band non apporta sostanziali modifiche al proprio sound e ci delizia con un disco infarcito da tanta melodia e cori orecchiabili nonostante spinga maggiormente la propria attenzione verso lidi più vicini al power-prog grazie ad un sound moderno e particolarmente pomposo che si rivela vincente sotto molti aspetti.

L’idea è quindi buona e anche i risultati non sono da meno. Certo il disco non si prefigge assolutamente di diventare un esempio del genere ma i brani di “Empty faces” risultano parecchio godibili grazie anche ad una produzione sicuramente superiore rispetto alle precedenti. Nonostante ciò il quintetto tedesco cade, in più di un’occasione, nel classico trabocchetto del “già sentito” e molti brani hanno una struttura ormai vista e ascoltata all’inverosimile. Non mancano in ogni modo tracce interessanti come la stessa title track o ancora “Pleasure & Pain” o “Hands up”, dalla loro un’ottima esecuzione e linee melodiche efficaci, ma alla fine non riescono ad elevarsi sopra la media.

Insomma, un disco ben riuscito ma che si presenta al pubblico con un alone di deja vu intorno alle sue composizioni. Se amate il genere sicuramente i Dark Sky fanno per voi, altrimenti lasciate perdere, “Empty faces” non riuscirà ad emozionarvi.

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