Finalmente tornano a farsi sentire dopo due anni di silenzio, almeno discografico, i Dark Lunacy. Il quartetto di Parma ci ha regalato nel 2000 un lavoro (“Devoid”) che ho apprezzato davvero tanto, uno di quei cd che pone la scena musicale italiana al pari di altre scene più blasonate. Proponevano e propongono un death metal dalle forte influenze gotiche (per via del supporto di un quartetto d’archi ed una corale mista a 20 voci) ricreando così forti atmosfere drammatiche e ricche di pathos (infatti definiscono la loro musica come “death metal drammatico”). Il precedente lavoro non aveva alcuna pecca ne’ a livello compositivo ne’ a livello tecnico, soprattutto considerando che si trattava pur sempre di un debut album. Forse il distacco fra musica classica e death metal (soprattutto per quanto riguarda il cantato in growling) potrebbe sembrare un po’ eccessivo, ma per sopperire a ciò sono sufficienti un paio di ascolti.
Dicevo, questa è una preview contenente tre canzoni, tre anteprime del prossimo full length “Through the Non-time” la cui uscita è prevista per Ottobre 2002.
Le tre canzoni contenute in questo cd non fanno altro che confermare ciò che è stato detto precedentemente, mostrando però una maturità artistica ancora maggiore. Questa volta al primo ascolto non resteremo affatto spiazzati bensì stupefatti ascoltando violini ed una voce femminile in “Defaced” che calzano a pennello col cantato e con le ritmiche violente, riuscendo a strapparci qualche brivido di piacere (il brivido che raramente si fa vivo).
Degna di nota è anche la seguente “Die to Reborn” un tantino più diretta (a tratti sembra di ascoltare Dark Tranquillity ed In Flames se solo non fosse per gli archi). L’apice lo si raggiunge con la title-track. Dire che questa canzone è stupenda è riduttivo, analizzarla non servirebbe a trascrivervi le emozioni che mi ha suscitato. Credevate impossibile far convivere black (per quanto riguarda la ritmica), death e gothic creando melodie talmente orecchiabili che dopo averle ascoltate vi troverete a fischiettarle? Vi ricrederete! Meraviglioso il break centrale, pianoforte e violino che difficilmente non vi strapperanno una lacrima di gioia.
Un gruppo originale che va premiato supportandolo. Non so voi ma io sono in trepidante attesa per il full length!

P.S. Se non avete “Devoid”, il debut album, presto verrà ristampato dalla
Metal Blade.

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