Pubblicato nel 2011
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Quattordici anni sono passati da quando l’Italia del metal diede alla luce quel piccolo gioiello musicale che risponde al nome di “The Treasures Arcane”. Dopo quasi tre lustri, i Crown Of Autumn ritornano con un nuovo album di inediti. Da tempo si parlava di un ritorno della band milanese ma solo ora, con questo “Splendours From The Dark”, l’atteso comeback si è concretizzato.
Rispetto all’esordio del 1997, oltre all’affiatata coppia Rastelli-Stancioiu, troviamo il cantante Gianluigi Girardi (Event Horizon) che sostituisce il precedente singer Diego Balconi. Proprio questo avvicendamento rende ancor più ‘problematico’ inquadrare il genere proposto dai Crown Of Autumn; la voce di Girardi, decisamente più melodica rispetto a quella del suo predecessore, dona nuova luce al sound della band. Se “The Treasure Arcane” venne, forse frettolosamente, inserito nel calderone del gothic-black metal, “Splendours From The Dark” porta in sé diverse sfaccettature: si possono trovare elementi gotici, epici, sfuriate black, parti di metal più classico, parti acustiche e qualcosa addirittura consono al power metal, il tutto sapientemente amalgamato in maniera omogenea e credibile. Volendo dare a tutti i costi una definizione, si potrebbe parlare di ‘Medieval Metal’, dato che queste sono le atmosfere evocate dai Crown Of Autumn, lungo il viaggio musicale di “Splendours From The Dark”.
Se “The Treasure Arcane” era ed è considerato un disco di culto, forse proprio per questo difficilmente eguagliabile, “Splendours From The Dark” si rivela in ogni caso un ottimo album, ricco di spunti, di dettagli, con una produzione e un sound decisamente migliori rispetto al disco d’esordio. Il viaggio attraverso lande di un suono antico inizia con Templeisen introdotta da un coro liturgico che lascia subito spazio a una sfuriata metal per poi tornare su sentieri più soavi anche grazie elle tastiere e all’evocativa parte vocale di Girardi, in pieno contrasto con le vocals oscure di Rastelli. Davvero un superbo inizio intramezzato da una parte acustica dal sapore tipicamente medievale. Così come inizia Aegis brano dalle tinte gotiche in cui, oltre alle voci Girardi e Rastelli, compare come guest la cantante Milena Saracino che, con una voce dolce e delicata, introduce lo splendido coro cantato in coppia da Girardi e Rastelli. Noble Wolf è un brano maestoso che inizia con una parte veloce di batteria ad opera di Mattia Stancioiu, che viene ripresa nel finale, visto che poi il ritmo rallenta pur mantenendo un mood piuttosto oscuro ed epico grazie al cantato di Rastelli. Anche Forest Of Thoughts si mantiene sulle stesse coordinate stilistiche ma con tutti e tre i cantanti coinvolti; mentre Ultima Thule è un brano acustico e delicato, cantato unicamente da Milena Saracino, che ci conduce in un’altra epoca, in un altro mondo, grazie ad un’interpretazione davvero sentita. Con At The Crystal Stairs Of Winter si torna a ruggire, con la voce di Rastelli che si alterna sapientemente al cantato melodico di Girardi; ancora una volta Stancioiu sugli scudi con una parte ritmica davvero ricca e coinvolgente. Wield The Tempest’s Hilt è un altro grande brano: inizialmente guidato da un riff metallico e dalla voce oscura di Rastelli, lascia poi spazio a un coro davvero epico, con una grande prestazione Girardi che poi si alternerà sapientemente al suo alter-ego vocale.
In The Garden Of The Wounded King è un brano che mantiene le coordinate tipiche dei Crown Of Autumn e che, personalmente, mi ha ricordato maggiormente il primo album della band, grazie alla sua atmosfera regale ma al contempo oscura. Molto efficace la parte con tastiere e narrato in latino, così come il finale liturgico che si fonde con la successiva Triumphant, pezzo più marcatamente metal che pur non abbandona la maestosità tipica della band grazie a un coro tra l’epico e il melanconico. Anche Ye Cloude Of Unknowing ci riporta direttamente nel medioevo grazie al summa di quello che è il sound dei Crown Of Autumn; ennesimo brano di gran classe. L’album si chiude con il pezzo più atipico di “Splendours From The Dark”, Spectres From The Sea, strumentale atmosferico che sembra voler coniugare le due anime di Rastelli: i Crown Of Autumn e i Magnifiqat.
I Crown Of Autumn sono ritornati, e l’hanno fatto migliore dei modi, con un disco degno del proprio passato ma in grado di guardare al presente e anche al futuro…magari senza dover aspettare un’altra quindicina d’anni!

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