Esordio in studio da parte di Erica Puddu dietro il microfono ed un’evidente transizione nel sound che, rispetto al passato, diviene più melodico ed asciutto. Sono queste le prime ed immediate constatazioni all’ascolto di ‘…A Splendid Chaos’, terza uscita dei Coram Lethe ed approdo della band toscana su Punishment 18 Records.

Considerazioni tanto ovvie quanto naturali che scateneranno paragoni comodi ed ignoranti con gli Arch Enemy della seconda era per motivazioni più ottiche che acustiche. Il quintetto cambia decisamente rotta rispetto all’ottimo ‘The Gates Of Oblivion’ accostandosi, effettivamente, alle produzioni del Michael Amott post-Heartwork ma mantenendo integra la propria identità e la voglia di mostrare le proprie capacità esecutive. Il risultato di tutto ciò è un disco di non facile concezione ma di gradevole ascolto in cui, grazie alla varietà di soluzioni offerta da melodie di gusto e qualità, ogni brano riesce a godere di un’indipendenza che ben esula da un contesto generale sempre omogeneo e poco dispersivo. Il riffing, rispetto al passato, diventa più denso, intenso e pieno, trasudando quell’armonia acida e cruda che tanto porta alla mente gli eterni At The gates. Così come le chitarre sono al posto giusto, nessuna prova individuale appare mai nè sotto tono né sopra le righe sia nel caso di una sezione ritmica sempre dinamica e puntuale, sia in quello di una vocalist abile nel frequente scream ma ancora migliorabile nel più raro e fiacco growl. Una buona produzione e quell’anima sempre orientata al progressive che farcisce le prove dei Coram Lethe, completa un quadro in cui tutto appare al suo posto; tanto, forse troppo per un disco estremo di questo tipo in cui ci si aspetta il sussulto, la ferita o il colpo di cosa. Applausi meritati ma smorzati da un nuovo approccio troppo agile e liscio che, seppur funzionale sull’immediato, dopo reiterati ascolti acquista il sapore della via di mezzo. Rimane da apprezzare la voglia della band di rimettersi, anche se solo parzialmente, in gioco rimanendo comunque uno dei nomi su cui puntare per il futuro del metal estremo italiano.

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