Formatisi nel 2006 i cagliaritani Cold Empire giungono all’agognato debutto discografico con questo “From the Ashes of the Empire”, che arriva a noi dopo tre anni dal loro primo demo “…And the Cold Arrived” dal quale ripesca tre pezzi. I Cold Empire sono una band che suona un black metal veloce e tagliente, dove le chitarre e le melodie tessute da queste svolgono un ruolo preponderante all’interno del loro contesto musicale. I sardi, nei sei pezzi che compongono “From the Ashes of the Empire”, danno prova di grande attaccamento e conoscenza del genere, i brani sono un connubio di influenze scnadinave, che prendono spunto a pari merito sia dalla scena norvegese per le atmosfere, sia da quella finnica per l’uso delle melodie e da quella svedese, per via del riffing tagliente e la velocità d’esecuzione. Come ho già detto, il guitar work è il pilastro sul quale si fonda quest’album, le melodie proposte sono semplici e dirette, ma di sicuro impatto e dal grande feeling. Sargeist, Taake e Setherial si fondono in queste tracce, ispirate anche dall’ottimo scream di Misanthrone, già cantante dei deathster Mutilated Soul, che, dopo aver dato grande prova nel mini di debutto dei citati deathster, dimostra di trovarsi perfettamente
a suo agio anche quando i registri vocali si spostano su scream laceranti. “Wasteland” e “Toward the Eternal Silence”
sono delle stilettate in pieno petto e, nonostante una registrazione “casalinga”, il risultato finale è molto soddisfacente.
Neo di questo cd è, per me, il drumming. Nonostante nella line up che ha registrato il disco ci sia un batterista session, la sensazione che invece si tratti di un drum programming è molto forte, in alcuni punti i fill di batteria sembrano perdersi rispetto al contesto dei riff. Fortunatamente si tratta solo di sparuti momenti e quindi il risultato finale non viene penalizzato. “From the Ashes of the Empire” è un ottimo debutto per i Cold Empire, adesso bisogna però fare il salto di qualità, che passa forzatamente da una migliore produzione, ma, ripeto, quest’album ha veramente un ottimo tiro.

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