Pubblicato nel 2007
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Mestiere e linearità. Coniugate al passato indicano ciò che ha salvato i Clawfinger, non più di due anni fa, all’uscita di ‘Hate Yourself With Style’; coniugate al presente sono nient’altro che la carenza più pesante di ‘Life Will Kill You’. La nuova creatura di Zak Tell è un prodotto che meraviglia più per la sua capacità di deludere che per i contenuti espressi. Con un artwork da piena età puberale ed un titolo che la sfiora di un pelo, infatti, quello in oggetto è un lavoro che fallisce fin dalle semplici mosse che dovrebbero presentare a dovere una band storica. Solo particolari ininfluenti? Certamente sì, se solo fossero compensati da una proposta musicale degna del nome che la esprime. Qui invece sono nient’altro che parte di un disegno creato dalla mistura di disappunto e frustrazione. Quelle stesse sensazioni provocate da un disco in cui gli ingredienti sono i soliti, ma il modo di metterli insieme produce qualcosa di scialbo ed incolore. Manca la capacità di coinvolgere, suggestionare con brani al contempo aggressivi ed ispirati. Dodici pezzi fra i quali si salva la sola opener, goccia sommersa e sopraffatta da un mare di mediocrità e prevedibilità. Gran parte delle composizioni, infatti, sembrano create e messe in piedi da quegli stessi pivellini che i Clawfinger hanno ispirato. Il crossover dinamico ed incalzante che fu si traduce, così, in un accozzaglia inconsistente di clichè da hits e dalla godibilità pressochè nulla. Tempi sempre compassati, un approccio vocale che insiste sulla malinconia meno congeniale al caro Zak (indugiante su un inammissibile e poco riuscito cantato), ritornelli sgraziatamente iterati, strutture ripetute e mille altri particolari che affondano un disco davvero triste. Amaro per come si esprime, a dir poco infelice per la storia che lo ha anticipato, questo ‘Life Will Kill You’ è l’emblema di una band svuotata, molle e demotivata in ogni punto. Sconsigliato a chi voglia accostarsi ai Clawfinger, assolutamente letale per chi ha già avuto l’onore all’epoca di un glorioso passato.

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