Pubblicato nel 2007
www.civilization-one.com

Chity Somapala (già all’opera con Avalon e Firewind) ed Aldo Lonobile (Secret Sphere) sono le colonne portanti di questo nuovo progetto musicale improntato sugli stilemi di un power prog molto raffinato ed elegante.
A loro, si aggiungono una serie di musicisti di spessore come Luca Cartasegna (ex Secret Spere, Mortuary Drape), Pierre-Emmanuel Péllisson (ex Heavenly) e Jesper Stotz per la creazione di un progetto sonoro sicuramente ambizioso, che cerca di coniugare la matrice power prog di cui sopra ad una serie di varianti classicheggianti che fanno della pesantezza e dei risvolti melodici le proprie armi migliori.
“Revolution Rising”, seguendo quest’ottica, si offre al proprio pubblico come un contesto sonoro molto variegato, in cui trovano spazio le reminescenze melodic power dell’hit “Legends Of The Past”, i passaggi oscuri ed intricati delle varie “The Lost Souls”, “Wishing Well” e “Sacred”, il metal neoclassico della conclusiva “Time Will Tell”, le dolci melodie della ballad “Dream On” e la velocità esecutiva di “16” (intermezzi in growl compresi) e “Welcome To Paradise”. Un approccio multifocale, che sfrutta in pieno l’eterogenea provenienza dei musicisti presenti in line-up e che si distingue, tra le altre cose, per una costanza qualitativa davvero encomiabile.

Ogni pezzo, sebbene diverso e lontano dal proprio predecessore, aggiunge un pizzico di freschezza in più a questo “Revolution Rising”, un disco di debutto davvero entusiasmante e professionale sotto ogni punto di vista. Anche la produzione, difatti, è stata curata da Markus Teske (Vanden Plas, Dominici, Symphony X) agli Bazement Studios e mette in luce quanto sia fondamentale, in un progetto di questo tipo, il processo compositivo ed i singoli interventi di ogni musicista. Tutto scorre alla perfezione, dunque, nel primo lavoro di casa Civilization One, un contesto sonoro talmente ricco di contributi che quasi ci si dimentica delle stupende armonizzazioni corali e delle reminescenze di musica classica che, di tanto in tanto, trovano spazio in “Revolution Rising”.
Anche glissando sulle prestazioni tecniche dei singoli, ineccepibili, si è oramai compreso quanto questo disco rappresenti una bella ventata d’aria fresca all’interno della scena power prog contemporanea, assolutamente elettrizzante per tutti i suoi quaranta minuti ed oltre di durata.

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