Pubblicato nel 2004
www.chinchilla.rocks.de

Il Cincillà è un piccolo roditore che non raggiunge nemmeno il chilo di peso, notturno, molto vispo e agile, vegetariano, decisamente mite e pauroso. Perché i nostri abbiano scelto tale animale per rappresentarli è per me sempre stato un mistero, ma la scelta me li ha sempre resi molto più simpatici dei soliti Evil-Blood-Death-Disaster di turno.

Arrivato ormai con questo “Take No Prisoners” alla quinta fatica discografica il gruppo di Böblingen non ha cambiato di una virgola il suo modo di concepire la musica e di proporcela, consegnandoci ancora una volta il suo Power Metal (o Heavy Metal ipervitaminizzato se preferite) profondamente e saldamente radicato nei gloriosi anni ’80: grandi riff, un solismo ineccepibile, una sezione ritmica massiccia e affidabile, un cantante appropriato, una manciata di pezzi melodici ma grintosi e “quadrati” che certamente non scontenteranno i vecchi estimatori del gruppo.

Se da un lato quindi sfido chiunque a dire qualcosa dal punto di vista formale ed esecutivo, dall’altro, durante e dopo l’ascolto del disco, non si può non fare a meno di accostare la proposta dei Chinchilla a quelle di tanti altri gruppi del vasto panorama più o meno power di oggi tipico di quelle lande, citando ora gli Edguy, ora i Sinner, ora i Primal Fear e chi più ne ha più ne metta, gruppi sempre accettabilmente accolti e graditi da certo pubblico ma mai universalmente riconosciuti come essenziali ed imprescindibili.

A tratti banali e scontati (“Money Talks” su tutte) e a volte troppo eccessivamente ripetitivi nei ritornelli (come nell’iniziale “The Allmighty Power”), i Chinchilla hanno tuttavia dalla loro un grande gusto per le melodie (“Death Is The Grand Leveller” e la titletrack, per citarne un paio) e l’intelligenza di sapere alternare brani tirati ad altri più cadenzati (“The Ripper” e “Silent Moments”), cosa che gli consente di partorire un disco dignitoso e tutto sommato piacevole, che merita ampiamente la sufficienza, e che consiglio tranquillamente di provare soprattutto a coloro che amano il genere o i dischi dei gruppi sopracitati.

Comments

A proposito dell'autore

Post correlati