Beneventani, giovanissimi e già autori di un esordio più che interessante. Questo e molto altro sono i Chaos Conspiracy, band che riesce a comunicare il proprio disagio urbano con un crossover originale e pieno di personalità. A voi le parole di Marcello.

Ciao! Complimenti per “Out Of Place” e benvenuti su H-M.it!
Grazie mille per l’opportunità.

Siete una band all’esordio; vi evito la noiosissima presentazione di sorta con date e cronologie. Se dovessi, però, tracciare un profilo musicale e tematico dei Chaos Conspiracy, come li descriveresti?
In sostanza al di là delle definizioni stilistiche il nostro è un progetto che cerca di convogliare groove, acidità e rumore, il tutto concatenato da un mood scuro e malinconico che accompagna tutte le composizioni.

Il titolo del vostro disco e l’approccio lirico sembra abbiano a che fare con il disagio di chi si sente “fuori posto”. Concordi o li ho male interpretati? Da cosa ha origine il disagio ed il dolore nei Chaos Conspiracy?
L’interpretazione è esatta, il disagio e l’insofferenza sono sensazioni che scaturiscono da tutta una serie di fattori, come può essere l’attuale scena politica nazionale ed internazionale, ma anche e soprattutto dalla nostra città (Benevento) che in tal senso è un luogo ricco di spunti di riflessione ed alimenta appunto di molto questo disagio che traspare nelle composizioni e nelle liriche.

A proposito di disagio. Siete beneventani ed, essendo anche io campano, posso solo immaginare i sacrifici che avete intrapreso per tentare di venire fuori dal nulla. Quanto è difficile in Italia, ed in particolare al sud, farsi ascoltare?
La soddisfazione di raggiungere un contratto con la Copro è stata enorme soprattutto considerando la realtà dalla quale veniamo e nella quale operiamo. Abbiamo creato un precedente unico e speriamo non isolato per ciò che riguarda la nostra area geografica. Già di per sè è molto difficile per un gruppo italiano che lavora comunque in ambito indipendente imporsi e ritagliarsi degli spazi, ed in particolar modo ciò è ancora più difficile per una band del sud che vive comunque in una realtà che non offre molto spazio né possibilità per portare avanti un certo tipo di progetto slegato dalle classiche logiche di vacuo intrattenimento da pub il sabato sera.

La Copro Records si sta dimostrando un’etichetta formidabile, con un roster dotato di una colonia italiana non indifferente. In che rapporti siete con i vostri colleghi di etichetta? Qualche suggerimento dentro e fuori la Casket?
La Copro Records è stata tra le primissime etichette ad investire sulle band italiane e a credere nel cosidetto movimento del new-rock, adoperando una strategia abbastanza in controtendenza fino a qualche anno fa tra le compagnie discografiche anglosassoni, che non hanno mai visto di buon occhio le realtà provenienti dall’italia. All’interno della label le band che apprezziamo maggiormente sono senza dubbio: Earthtone9, Statobardo, Atomic Ants, Ninefold, Isor e Figure of Six.

A proposito di etichetta, come siete arrivati in contatto con una label britannica? Come vi siete trovati a lavorare con la crew della Casket che, come già detto, mostra particolare attenzione verso gli italiani?
Il contratto con la Copro è la risultante di un lavoro serio e costante portato avanti dalla nostra agenzia, l’Alkemist-Fanatix, che ha lavorato in maniera estremamente professionale fin dall’inizio in funzione di un nostro sbocco discografico. A sua volta la Casket si è dimostrata da subito una compagnia affidabile, ci ha dato massima libertà creativa e ci ha fornito un supporto promozionale più che buono.

E’ ormai passato qualche mese dall’uscita di “Out Of Place”. Se dovessi tracciare un bilancio rispetto alle aspettative? Sorpresi, contenti, delusi?
Piuttosto soddisfatti. Si tratta pur sempre del debut album di una band che ha tre anni di vita, è ovvio che qualche passo falso è stato commesso, ma traendo un bilancio il risultato finale è da considerarsi piuttosto positivo, il disco è stato accolto molto bene dalla critica e soprattutto il nome è iniziato a circolare, ciò rappresentava uno degli obiettivi iniziali.

Siamo su un sito che si chiama Heavy-Metal.it. L’ostilità alquanto ferma di un certo pubblico metal verso quello che è considerato un filone “alternativo” come il vostro è risaputa; se dovessi rivolgerti a quel pubblico, perchè consiglieresti ‘Out Of Place’?
Non crediamo molto nelle suddivisioni stilistiche, esse fanno semplicemente parte di una strategia di marketing e a loro volta possono innescare pericolose forme di controllo. Le uniche differenze per noi accettabili sono tra buona e cattiva musica, band valide e band non valide, e senza voler peccare di presunzione crediamo di aver fatto un disco che possa meritare attenzione e magari qualche ascolto anche da parte di chi non mastica propriamente queste sonorità.

Non ho ben individuato i contenuti dell’artwork. Me lo potresti decifrare? Si ricollega in qualche modo ai contenuti lirico/tematici del disco?
L’artwork è stato realizzato da Lance di Syncprodz, un’agenzia grafica alla quale avevamo affidato già la realizzazione della copertina del nostro promo. Esso si ricollega in tutto e per tutto a quelli che sono i contenuti, le coordinate stilistiche e il mood dell’intero disco. In sostanza cover scura per disco scuro.

Come evidenziato già nella recensione il vostro sound si mostra evidentemente cupo, triste, sofferente. Quando svestite i panni dei Chaos Conspiracy l’atteggiamento cambia o rimanete quelli che suonano ‘Out Of Place’?
Out of Place è un disco che riflette in tutto e per tutto quelle che sono le nostre influenze e il nostro background. Il periodo che ha preceduto la registrazione del disco è stato per molti di noi un momento non proprio facile per svariati motivi, tutta questa situazione ha quindi influenzato il lavoro e generato delle tinte piuttosto scure e sofferte all’interno del nostro sound. Al di fuori del progetto restiamo comunque delle persone assolutamente normali che considerano in maniera molto professionale i Chaos Conspiracy ma che al contempo non cercano mai di prendersi troppo sul serio, diciamo che sostanzialmente siamo dei malinconici e serissimi cazzari.

Per l’uso effettistico delle chitarre, in fase di recensione, vi ho paragonato ai Rage Against The Machine, band importante e seminale per il movimento crossover/nu. Concordi con me? Come vi ponete nei confronti dell’attuale esplosione sconsiderata di crossover e metalcore visto che Molti colleghi, per me superficialmente, vi hanno rimandato a quel filone?
Concordiamo assolutamente sul paragone fatto con i RATM, restano per noi un imprescindibile punto di riferimento. Il crossover/nu metal è ormai un genere che sta esalando gli ultimi respiri e le tendenze degli ultimi anni dimostrano un deciso spostamento delle attenzioni del pubblico verso filoni quali l’emo e il metalcore. Sapevamo fin dall’inizio che molti ci avrebbero inseriti nel contenitore del nu metal, gli elementi in comune ci sono questo è chiaro , ma secondo noi è un pò riduttivo, il nostro è uno stile ricco di molte influenze e sfumature e quindi è facile accostarci ad un certo tipo di movimento, comunque con il secondo disco ci distaccheremo in maniera piuttosto netta da Out Of Place e vedremo la stampa in quale altra nicchia di mercato ci andrà a collocare.

La domanda difficile. Il vostro debutto è una focina di influenze ben dosate ed utilizzate con un’ottima personalità. Per quanto ti riguarda, quali sono i dischi e/o le band che ti hanno portato allo stile di ‘Out Of Place’?
Stilare una lista di nomi che hanno influenzato il processo creativo di Out Of Place è un qualcosa di estremamente arduo, si rischia sempre di dimenticare qualcuno, cmq a grandi linee (e penso di parlare a nome di tutti) le band che hanno ispirato il nostro lavoro sono: RATM, The Cure, Primus, At The Drive-In, Tool, Mars Volta, Red Snapper, Radiohead.

Come nostra consuetudine, sperando che l’intervista sia stata di tuo gradimento, ti lascio lo spazio per concludere come preferisci.
Grazie mille per l’opportunità che heavy-metal.it ci ha concesso. Vorrei utilizzare questo spazio per ringraziare tutte le realtà e le persone che credono nel nostro progetto e che hanno messo a disposizione le loro competenze: www.syncprodz.net, www.alkemist-fanatix.com, www.lay-out.tv, www.skulstudio.it, www.coproreords.co.uk, ciroma.org, www.chaosconspiracy.net e il caro vecchio Cestrons.

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