A distanza di ben sei anni dal precedente “Bad Religion” ritorna sulle scene Nikolo Kotzev con
i suoi Brazen Abbot che molti non conosceranno come gruppo ma che ha all’attivo ben quattro album
il primo dei quali è datato 1995.
La formula del gruppo di Kotzev è molto particolare. In ogni album, infatti, sono presenti sempre tre
cantanti ad alternarsi al microfono. In questo disco sono presenti Goran Edman, presente tra l’altro anche
in tutti i precedenti lavori, Joe Lynn Turner, presente anche nei due precedenti, e il nuovo acquisto,
il sempre più prezzemolino, Jorn Lande. Credo non sia necessario parlare dei singoli cantanti data la loro fama.
A completare la formazione ci sono tre quinti ex Europe: Mic Michaeli, John Levén e Ian Haugland, rispettivamente organo, basso e batteria.
Con una formazione del genere c’era da aspettarsi un gran bel lavoro. Ma ragazzi le mie aspettative
sono state notevolmente superate! Quest’album è la prova che la classe non è acqua! Grandissima
la prova di ogni musicista coinvolto sostenuta da una produzione assolutamente impeccabile e pulita.
I tre cantanti li ho trovati tutti molto ispirati e coinvolti in questo ottimo progetto dell’attivo Kotzev
che già aveva fatto parlare ottimamente nel passato recente con il progetto Nostradamus. Progetto che gli
ha dato una maggiore notorietà nell’ambiente musicale.
Kotzev è riuscito ancora una volta a scrivere degli ottimi brani di grandissimo Hard Rock lasciando i
cantanti liberi di creare i testi delle canzoni ad eccezione di “I’ll Be Free” e “Eve”, scritti da lui stesso.
Dopo tutte queste entusiasmanti premesse descriviamo sinteticamente l’album.

Il disco si apre con un brano dolce, ma non una ballata attenzione, “One Life To Live”, con dei riff di chitarra
semplici, ma grintosi, sorretti da dei bellissimi cori. Gran bella prova di Turner con quella sua voce calda e suadente.
Fa subito seguito il primo brano aggressivo che è adattissimo alla voce roca e rocciosa di Lande.
Molto presenti le tastiere di Michaeli che si fondono perfettamente con la chitarra di Kotzev che
si cimenta in un ottimo assolo. Veloce e pulito.
“I’ll Be Free” è la prima splendida ballata di quest’album in cui delle chitarre semiacustiche
accompagnano un sognante Edman.
Mi preme sottolineare una cosa: potrei dire che “Guilty As Sin” sia stato scritto tenendo ben presenti le caratteristiche
vocali di ogni singolo cantante. Lande canta nei brani aggressivi mentre Edman in quelli più mielosi e sdolcinati;
Turner invece canta nei brani più classicheggianti e diretti. Ovviamente ci sono delle piccole eccezioni.
Per esempio è ottima la vagamente purpleiana “Slip Away” con una massiccia presenza dell’organo e dei cori seguita
dalla veloce “Mr. Earthman”; uno di quei brani che si mette nello stereo della macchina da ascoltare durante i viaggi
verso le vacanze e da cantare a squarciagola insieme alla più complicata e variegata “Like Jonah” in cui si mette in maggior mostra il solismo di Kotzev.
Altra grande interpretazione di Lande è in “Bring the Colors Home” da far venire la pella d’oca per le emozioni che suscita.
Molto allegra e spensierata e dall’effetto ballabile è “Fool’s Confession” interpretata da un Edman quanto mai ispirato.
Si ripresenta Turner nella successiva e solare “Supernatural” in cui il sound è marcatamente di stampo hard rock americano.
Unico brano brutto dell’album è secondo me “Eve” che troppo, ma veramente troppo, mi ha ricordato una nota pop star di nome Julio Iglesias…
Si ritorna all’aggressività con una splendida “A Whole Lotta Woman” con un bell’alternarsi tra rocciose chitarre e organo
e in cui Lande canta come un indemoniato mentre la lenta, lunga e triste “Guilty as Sin” con dei cori maestosi, chiude il disco.

Che altro aggiungere! Sono rimasto completamente stregato da quest’album. Ho preferito in particolare le canzoni in cui è presente
Lande per l’aggressività e la sua particolare espressività nell’interpretare i brani. Ma questo è un album in cui tutti i pezzi, anzi eccetto uno, sono ottimi e quindi è da avere assolutamente.
Non bisogna fare in modo che venga snobbato un album di così alto livello. Veramente un grande lavoro!
Consigliatissimo.

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