Premessa. Io sono cresciuto sia anagraficamente che musicalmente ascoltando power metal, e l’ho amato ed odiato per gli stessi identici motivi.

Detto questo passiamo all’album: a differenza di tutti i promo visti (ebbene sì, visti, non ascoltati, parliamo di impatto visivo) questo non ha avuto una presentazione. Niente booklet. Ora…potrebbe sembrare irrilevante, per la serie “ma sì chi se ne frega, la musica va ascoltata e basta” ma sono dettagli che comunicano più di quello che si possa pensare…ed a volte funzionano come campanelli d’allarme. Conoscendo il power, il campanello diventa un campanile all’ora di pranzo quando vedo che sul disco è ritratto un cavaliere con una spada in mano.

Nonostante tutto, decido di dare una chance all’album…ma dopo i primi 30 secondi della opener ho già lo stomaco sottosopra: la batteria ha semplicemente un suono terribilmente finto!! Lo so, è uso ormai tragicamente comune scrivere le tracce di batteria a computer e poi applicare dei sample in studio in modo che risulti credibile, ma qui si va oltre ogni limite del buon gusto, ed è un gran peccato perchè tutto il corpo e l’intenzione che la batteria normalmente da ad ogni pezzo si perde nel continuo fastidio di sentire dei suoni degni di Guitar pro.

Non serve andare nel dettaglio delle doti tecniche dei musicisti in questione: l’unica cosa positiva di quest’album è che almeno è suonato bene, minimo sindacabile per un album di questo genere. Quello che però va detto è che la scena musicale ha partorito fiumi di band legate a questo filone, il quale purtroppo ha sempre meno da dire (ed a chi scrive piange il cuore dirlo). Sicuramente c’è qualcuno ancora in grado di trasmettere delle emozioni, ma dovendo essere pragmatici, mi aspetto che chi prende la decisione di suonare power metal prenda il doversi distinguere dalla massa come una MISSIONE DI VITALE IMPORTANZA. Perchè se così non è, diventa davvero impossibile giustificare a sé stessi perchè comprare un album piuttosto che un altro…oppure perchè sforzarsi di ascoltarlo fino in fondo.

Questa è la dolente, dolentissima nota di quest’album: mancanza di idee. Come già accennato prima, “Relentless fighter” è un album canonico, che non aggiunge niente a quanto già fatto da altre 1000 band prima di loro. Forse dovrei entrare nel merito delle tracce, ma mi sono annoiato così tanto ad ascoltarlo (in più ascolti, una sola non è possibile per motivi di salute) che semplicemente…non voglio.

Spero solo che nel prossimo album questi musicisti riescano a mettere a frutto il loro bagaglio tecnico producendo materiale degno di esser ricordato per più di 5 minuti.

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