Dieci anni: questo il lunghissimo arco di tempo intercorso fra il primo, mitico, disco live dei Blind Guardian, “Tokyo Tales”, e questo suo “seguito”. Nel frattempo però ci son stati solo tre album effettivi da studio (ma che album, signori!) più una raccolta del tutto particolare, “The Forgotten Tales”.
Tuttavia questo doppio album colma abbondantemente la sete di live delle migliaia di fan che i Quattro Bardi possono vantare in tutto il mondo. Oltre due ore di performance dal vivo con una set-list da fare invidia a qualunque gruppo metal di questo pianeta.
Ogni album del gruppo viene citato, con particolare preferenze per il capolavoro “Nightfall in Middle Earth” e per lo splendido “Imaginations from the other Side”. Unico rammarico è lo scarso spazio riservato a quello che ritengo essere l’altro capolavoro del gruppo teutonico, ovverosia “Somewhere Far Beyond”.
Ma è un “difetto” che vi passerà per la mente solo per pochi istanti, cancellato dalla magia delle altre canzoni presenti. E come potrebbe essere altrimenti con tracce del calibro di “Into the Storm”, ormai diventato il brano di apertura ufficiale di ogni concerto dei Guardiani, oppure l’epica ed emozionante “Nightfall”, che addirittura raddoppia di fascino e di brividi trasmessi grazie ai chorus interamente cantati dal pubblico?
Identico discorso per vere gemme quali la devastante “The Script for My Requiem”, la amara e rabbiosa “Mordred’s Song” e la epocale “Imaginations from the Other Side”. Perdonatemi l’uso di cotanti vocaboli e aggettivi per descrivere le canzoni presenti, ma sinceramente non riesco a fare in altro modo.
E se le parole vi sembrano troppe, ascoltatevi “The Bard’s Song” e alla fine non potrete non rimanere incantati come il pubblico presente che ha tributato minuti di applausi al quartetto di Krefeld.
Per quanti si stanno comunque chiedendo qual è stata la riuscita in sede live delle canzoni tratte dall’ultimo, discusso, album “A Night at the Opera”, la risposta è ardua ma comunque positiva. Sono state ovviamente scremate dei sovrabbondanti arrangiamenti presenti nelle versioni da studio, e prese come canzoni live fanno assolutamente la loro figura, in particolar modo la splendida “The Soulforged”, che può già essere messa di diritto fra i classici del gruppo, così come lo sono ormai da oltre un decennio “Majesty” e “Valhalla”, presenti rispettivamente nel primo e nel secondo album pubblicati dai Blind Guardian.
Parlando più diffusamente della prestazione del gruppo su questo live si può dire in assoluta certezza che i giudizi variano dal più che buono all’ottimo, specialmente per la tenuta vocale di Hansi, che da sempre (o quasi) è il punto cruciale nel giudicare un loro concerto. Dopo i vari problemi avuti fra il 1999 e il 2000, in questo tour si può dire che si sia ristabilito completamente, e lo dico non solo per quanto si può sentire sui CD ma soprattutto perchè ho avuto la fortuna di sentirli tre volte in concerto nel giro di pochi mesi.
Per il resto del gruppo i commenti sono del tutto superflui: grandissimo Andrè con i suoi assoli al fulmicotone, sempre ottimo come ritmico a dare corpo al suono il buon Marcus, e assolutamente favoloso Thomen dietro le pelli.
Degni di segnalazione anche gli sparring partner presenti sul palco, ovvero Oliver Holtzwart al basso e Michael Schuren alle tastiere e ai cori. Di sicuro queste due parti (cori e orchestrazioni) sono quelle che più hanno beneficiato del lavoro di produzione in studio del disco. Ricordo distintamente che ai concerti il volume, specie delle tastiere, era sempre un po’ troppo in sottofondo, mentre su disco quando necessario è stato alzato ai giusti livelli (specialmente nelle canzoni estratte dagli ultimi due album). La prestazione di Hansi invece mi sembra, in tutta onestà, davvero genuina.

Insomma, questo disco ha davvero tutti i numeri per diventare un must-have per ogni metallaro che magari non ha voglia o mezzi di farsi tutta la discografia da studio dei Blind Guardian, nonchè un ottimo spunto da cui partire per conoscerli in maniera più approfondita. Fermo restando l’obbligatorietà assoluta di acquisto per ogni fan che voglia davvero definirsi tale. E dato che, come si suol dire, anche l’occhio vuole la sua parte, a completare l’opera ci pensa una copertina fantastica e un bel booklet pieno di fotografie dei concerti e dei componenti della band, alcune delle quali davvero simpatiche e ben riuscite.
Ma se tutto questo non vi bastasse a convincervi e a giustificare un voto esageratamente alto, consideratelo come un premio alla fulgida carriera dei Blind Guardian. Forse sono troppo di parte, ma non posso farci nulla.

Piccolo avviso tecnico: i due CD, essendo pubblicati sotto Virgin/EMI, contengono una traccia atta alla protezione anti-copia digitale, che potrebbe causare qualche problema con impianti non nuovi o di qualità non elevata.

Davide Ferrari

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