Tornano anche gli inutili Black Majesty con un nuovo album, “Tomorrowland”, che niente aggiunge né toglie al già nutrito e compìto filone del power metal. La band australiana ci regala l’ennesimo disco, dove ogni pezzo è uguale al precedente e dove la formula segreta che sta alla base di ogni singolo brano è rappresentata dalla doppia cassa martellante e onnipresente, da chitarre frullatori e linee vocali altissime e cariche di energia.

La band, quindi, fregandosene di tutto e di tutti, attacca proprio con un brano come “Forever Damned”, veloce e diretto, che colpisce dritto nel segno lasciando presagire un ascolto d’album piuttosto interessante. Con il passare del tempo ci si accorge invece che ogni canzone è alla fine uguale all’altra; i nostri hanno davvero poca inventiva e non bastano brani come “Evil in your eyes” o ancora l’ottima “Bleeding world”, forse l’unico pezzo in cui i Black Majesty tentano di osare un po’ di più variando continuamente i tempi di batteria e le ritmiche di chitarra, a rendere “Tomorrowland” particolarmente degno di nota. Certo, ci sono ancora canzoni parecchio accattivanti come l’esplosiva “Face of war” o la progressiva “Wings to fly” ma alla fine dei conti l’album scorre via in maniera anonima e non basta comunque la riproposizione di un classico dei Deep Purple, “Soldier of fortune”, a risollevare almeno parzialmente le sue sorti. Dal punto di vista tecnico la band è in ottima forma, con un John Cavaliere capace di un’ottima prova anche se leggermente troppo anonima e monocorde mentre le chitarre macinano riff e solos di matrice maideniana che ben si sposano con l’atmosfera di tutte le canzoni. Ripeto: il disco non è male ma purtroppo l’eccessivo ripetersi di soluzioni e linee melodiche già sentite troppe volte porta dopo un po’ a saltare ai brani successivi in cerca di qualcosa di originale e non proprio scontato.

“Tomorrowland” è un album diretto e veloce, fatto di tanta grinta e velocità. Sicuramente mi sento di consigliare questo disco a tutti gli amanti del power metal tedesco cui non interessa sentire nulla di ricercato o in ogni modo scontato. Per gli altri: lasciate perdere.

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