Hope of Retalation è il secondo full-lenght  per i finnici blackster Black Crucifixion. Nati nel 1991 la domanda è d’obbligo: come mai una pochezza produttiva così eclatante in venti anni di carriera? Forse potremo trovare la risposta in questo ultimo e misero lavoro della band. Già, misero perchè dopo la pochezza discografica dei Black Crucifixion , Hope of Retalation è un disco composto da nove brani, di cui solo quattro registrati in studio ed i rimanenti ripresi dai Live della band. Sommando questi quattro pezzi alle nove tracce del precedente e discreto ‘Faustian Dream’ abbiamo una media di tredici composizioni in venti anni di carriera. Allora io riconduco il tutto alla pochezze di idee, alla pochezza di volontà, stimoli e passione e mi domando con cinismo: che senso ha mantenere in vita ancora una band che non ha nulla da dire, che ha prodotto il nulla totale (o quasi) ? Tra l’altro il black metal proposto è trito e ritrito, sentito e risentito, con una innovazione pari a zero, con una originalità pari a zero ed allora con quali presupposti bisogna dar credito a tutto questo?

Volendo trovare un compromesso possiamo dire che quel poco che i Black Crucifixion hanno composto nella prima parte di Hope of Retalation l’han fatto con un minimo di coerenza. Il Black Metal proposto è molto orecchiabile con sonorità “Dark” e si denotano molto le influenze dei Celtic Frost e dei Mayhem, purtroppo entrando quasi in uno stato imitativo impeccabile, soprattutto nelle parti vocali come per esempio in “Bitten by the Long Frosts of Life” o in “Night Birds Sing Your Demise” che nonostante tutto  stuzzica anche un minimo di interesse . Per quanto riguarda la seconda parte del disco, caratterizzato dai brani Live, troviamo un suono ed una produzione discreta, che tende a valorizzare l’opera e gli strumenti del combo finnico, ma che perde dinnanzi alla staticità ed alla noiosità dei pezzi.

Ampiamente bocciato questo Hope Retalation, ampiamente bocciati i Black Crucifixion. Consiglio ai Blackster ed agli ascoltatori del genere di andare oltre queste band e di concentrarsi su altri  lavori Nordici, anche perchè il Nord Europa pullula di band di spessore ed è dominatrice da sempre della scena estrema mondiale.

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