Atmosfere epiche ed oscure, tempi di batteria serrati ed incalzanti, riff di chitarra tritasassi uniti a soli di chitarra al vetriolo e una voce, quella di Veronica Freeman, assolutamente tirata ed aggressiva, distante anni luce da tutte le false eroine del metal che oggigiorno infiammano le scena; in una sola parola, Benedictum. Questa nuova e sensazionale realtà musicale giunge in Europa direttamente da Los Angeles, California, e si promette di scatenare un autentico inferno sonoro, fatto di pezzi trascinanti e battaglieri, che miscelano l’heavy metal con atmosfere tipicamente dark, coinvolgendo al tempo stesso riff di matrice epic e power.

I Benedictum danno dunque vita ad “Uncreation” album che sin dal suo primo ascolto può essere considerato come un autentico capolavoro. L’opener “Uncreation” scorre via più dirompente di una colata lavica, portando con sè tutto quello che incontra sul suo percorso e generando un incredibile headbanging quando si scatena il suo ritornello caratterizzato da un coro da stadio davvero azzeccato. La doppia cassa è padrona indiscussa dell’album, Blackie Sanchez si rivela un drummer assolutamente creativo e capace di personalizzare al massimo i pezzi della band: si passa da brani più cadenzati e lenti, come la splendida “Misogyny”, fino ad arrivare all’assalto sonoro di “Ashes to ashes” resa ancora più aggressiva dalla prova dietro al microfono di Veronica, prepotente ed incalzante come non mai. Di grande impatto sono i riff di chitarra creati da Wells (davvero potente quello di “Benedictum”) che sommati ai tappeti di tastiera di Chris Morgan e ad un’accordatura degli strumenti particolarmente bassa, unita a distorsioni moderne, conferiscono ai brani una striatura tenebrosa ed oscura che li rende ancora più aggressivi. Venature tipicamente thrash fanno capolino nella veloce “Them”, mentre i ritornelli diventano sempre più incalzanti, assieme a riff più pesanti di cento macigni. Un attimo di pausa arriva con “Wicca” che, sebbene non accenni minimamente ad interrompere l’assalto sonoro dei Benedictum, ci regala un attimo di tranquillità grazie ai suoi riff meno serrati, mentre si conclude alla grande con la lunga “Valkyrie Rising” che riassume, in quasi dieci minuti di musica, tutta la classe di questa band fin’ora praticamente sconosciuta. Una nota di merito va alle due cover dei Black Sabbath ovvero “Heaven and Hell” e “The mob rules” realizzate davvero con gran maestria e professionalità.

Insomma “Uncreation” è un disco per tutti quelli che amano e che hanno amato l’heavy metal di matrice americana degli anni novanta; questo disco è una bomba, assolutamente sconsigliato è il suo ascolto in macchina in quanto potrebbe causare guai piuttosto seri! Da avere a tutti i costi!

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