Intervisto Helmuth, mente e voce dei Belphegor. E’ passato poco tempo dal precedente ‘Walpurgis Rites’ ma la vena compositiva del gruppo è all’apice, e il nuovo album è più melodico, più maturo, più epico, davvero un punto di arrivo per gli austriaci, alfieri del blackened death.

Helmuth ciao. Ti avevo intervistato poco più di un anno fa, all’uscita dell’ottimo ‘Walpurgis Rites’. Ora siamo già in pieno ‘Blood Magick Necromance’! Perchè così presto?
Ciao Michelle, grazie per l’apprezzamento. Sì siamo già al nuovo capitolo, è sempre una sfida per noi, creare qualcosa di nuovo. Il fuoco brucia, le fiamme sono più alte che mai, ci sentiamo totalmente coinvolti dal nostro lavoro. Ci siamo fatti veramente il culo, per rendere la musica intensa così come tu la senti. ‘Blood Magick Necromance’ è un assalto mortale all’inferno!

‘Blood…’ ricorda molto la title track di ‘Walpurgis Rites’, e direi che gran parte dell’album è molto più melodica di prima, con motivi ritualistici, che sembrano cantici. Come commenti questa direzione intrapresa, musicalmente?
Io non confronto gli album, si tratta semplicemente di musica. Sono i Belphegor all’apice, più pesanti e più epici che mai. Ci sono molti nuovi elementi e strutture, che abbiamo aggiunto. BMN ha esattamente il suono che abbiamo cercato, con maggior shredding, più magia, più tutto.

‘Rise To Fall And Fall To Rise’ mi ha fatto pensare al secondo movimento della settima sinfonia di Beethoven, mentre l’intonazione di ‘Blood Magick Necromance’ e di ‘Discipline Through Punishment’mi ricordano il Brahms di ‘Ein Deutsches Requiem’. Sei consapevole di questo approccio alla musica classica nel nuovo album? È una scelta deliberata?
É vero, si sentono molte influenze classiche su BMN, ricavate da compositori geniali quali Mozart, Brahms, etc. Abbiamo aggiunto anche delle orchestrazioni molto spettrali e maestose, per rendere il tutto più intenso e ottenere un’atmosfera fredda e ritualistica. Nella prima traccia, ‘In Blood – Devour This Sanctity’, la melodia corale si ispira al compositore di “Danze Ungheresi, n° 1” (1833 – 1897 ), un certo Johannes Brahms. Quale melodia sinfonica incredibile, ha creato il signor Brahms!

I tuoi vocals sono circondati da un effetto corale. Hai incorporato ospiti coristi alla voce, o hai collaborato con un coro?
Non è un effetto. Ho cantato in 12 o 14 riprese e le abbiamo unite tutte con l’effetto acustico di una cupola, così sembrano cantici di chiesa. Come sempre, ho fatto tutto da solo, ho sperimentato molto al centro di canto, con cori, testo parlato, urla, canto pulito, growl, etc. Questo è l’album dei Belphegor che in assoluto ha la migliore e più sorprendente prestazione vocale. Ne vado molto orgoglioso.

I Belphegor hanno scelto due personaggi austriaci per lavorare sulla copertina: Helmut Wolech che è un ex mortuario, e Joachim Luetke. Come è nata la collaborazione con Wolech?
Sono entrambi artisti di grande ingegno, non ho molto altro da aggiungere….

Non pensi che l’approccio di Luetke alla grafica di copertina, la faccia apparire come un clone più putrido e mostruoso dei Dimmu Borgir?!
Non direi. Siamo i Belphegor, e non freghiamo le cose agli altri gruppi.

Quanto impatto ha avuto Peter Tätgren sul vostro sound, e perché lo avete scelto per la produzione?
Era arrivato il tempo per una nuova sfida. Avevamo bisogno di un nuovo muro del suono per far sì che i Belphegor salissero ad un livello superiore. Abbiamo contattato Peter e lui ha accettato subito. È stato perfetto, lui ha molta esperienza e ci ha motivato, infondendo molto nuova energia. Abbiamo registrato il disco in quattro sessioni, così che tutto avesse modo di svilupparsi fino all’ottenimento del miglior risultato. È la musica a comandare, prima di tutto. Voglio dire, è sempre un piacere tentare qualcosa di nuovo, ed è importante, anche per vedere la nostra musica da un’altra prospettiva. È proprio questo il motivo che ci ha fatto decidere di lavorare con Peter per questo LP. Sono esterrefatto dalla massiccia imponenza del sound.

Quali sono le tematiche liriche di ‘BMR’? C’è un filo conduttore?
Ma chissenefrega! Il titolo parla chiaro e dice tutto. Non ho voglia di parlare a lungo delle tematiche contenute nei testi, perché i demoni là fuori che sono interessati, troveranno tutto nel libretto dell’album. Credimi, vale la pena andarselo a sfogliare…

Sareste dovuti venire in Italia a Capodanno, con i Gorgoroth, e non siete venuti. Che delusione! Quali le ragioni principali per questo cambio di programmi?
Sì, anche per noi è stata una delusione. Ci sono stati problemi con le agenzie di booking. A noi piace sempre venire a fare a pezzi l’Italia, c’è sempre un pubblico fantastico. Oggigiorno, quando si tratta di musica brutale e vera attitudine al metal, bisogna menzionare i Belphegor. Noi facciamo tutto a pezzi fino alla morte! Qualsiasi cosa, non importa dove siamo, e in che nazione suoniamo!

Sei soddisfatto del vostro fan base? Vi definireste ancora una band emergente, o vi considerate, a questo punto, arrivati e maturi, come sviluppo?
Non ci do molta importanza sai? Siamo ancora qui e spacchiamo ancora seriamente il culo. A certa gente piace, ad altri no, io non sono un predicatore. Abbiamo migliorato molto come musicisti in questi dieci anni, siamo diventati più uniti come live band, e ci esercitiamo continuamente per migliorare la nostra tecnica strumentale, le nostre abilità compositive, ed esplorare il nostro sound…. Questo è il nostro grande progetto.

Un messaggio ai lettori di www.heavy-metal.it ?!
Ave a voi lettori e a tutti i demoni che ci rimangono fedeli, e a quelli che ci hanno appena conosciuto, e a quelli che vegono ai nostri concerti, ci vediamo on the road! Musick – Sathan – Art! www.belphegor.at

Grazie Helmuth, e congratulazioni!
Grazie a te Michelle per questo spazio.

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