Davvero strana l’idea di base di questo “Sword’s song” !! Se infatti il mondo di Tolkien e’ stato utilizzato da miriadi di gruppi dai diversi stili musicali, ancora non mi era mai capitato di ascoltare un disco gothic che attingesse a piene mani dall’universo della Terra di Mezzo… siccome pero’ c’e’ sempre una prima volta, i Battlelore hanno fatto si’ che questo connubio avvenisse !!
“Sword’s song” e’ percio’ un album fortemente caratterizzato da elementi Tolkieniani (e non parlo solo dei testi delle canzoni, delle quali basta leggere i titoli per farsi un’idea dei contenuti, ma anche della maniera in cui si presenta la band, con i suoi componenti vestiti da elfo, orco, ecc ecc) innestati su una musica che ricorda da vicino i Tristania (e, ancora di piu’, i Sirenia dell’ex leader dei Tristania Morten Veland), con pero’ meno influenze estreme, sostituite da altre influenze di cui parlero’ tra poco.
Il sound del disco e’ infatti tutto basato sugli intrecci tra la voce maschile, che tendenzialmente growla con un growl molto “pulito”, per quanto questa possa sembrare una contraddizione in termini, pur cimentandosi ogni tanto annche in parti piu’ rabbiose, e la classica voce femminile “angelica” (piacevole tra l’altro, anche se ormai ci si e’ fatta l’abitudine), contrasto accentuato dalle solite tastiere “atmosferiche” e dagli archi. Non puo’ non esserci pero’ dell’ “epicita'” in un album che si ispira a Tolkien, e cosi’ questa classicissima miscela gothic e’ stata “sporcata” con un po’ di power (l’influenza che avevo preannunciato), per cui le chitarre suonano molto “energiche” e spesso le atmosfere diventano “epiche”. Un esempio di questo e’ “Sons of Riddermark”, che si apre con dei chitarroni sui quali subentrano dei violini atmosferici, che vanno poi ad accompagnare una voce maschile (circondata da un coro di voci piu’ basse), creando un bell’accostamento di gothic ed “epicita'” (creata sopratutto dal coro, ma anche dalle chitarre).
Sempre su questa direzione si muove la title track, che tuttavia ha una voce maschile piu’ aggressiva e gioca di piu’ sul contrasto con la voce femminile (cosa tipicamente goth) rispetto all’altra traccia esaminata, ma allo stesso tempo ha delle chitarre piu’ “powereggianti”.
Piu’ tipica e’ invece la successiva “The mark of the bear”, che richiama in maniera piuttosto evidente i Sirenia (compagni di label…) !! Non staro’ ora a fare il “track by track”, ma sappiate che lungo la tracklist ci sono anche pezzi piu’ “aggressivi” come “Attack of the orcs” o “Chazad-dum pt.2” (d’altronde i titoli non fanno presagire nulla di diverso…) o un brano piu’ rilassato come “Starlight kingdom” dove la voce femminile ha un ruolo piu’ sviluppato rispetto al semplice “controcanto” alla voce maschile, inoltre ci sono degli arpeggi acustici.
Molto bella poi la strumentale “Horns of Gondor”, che si sarebbe inserita molto bene nella colonna sonora dei film sul “Signore degli Anelli” recentemente usciti. Altro pezzo interessante e’ “The war of wrath”, abbastanza epicheggiante, ma con degli inserti molto carini con la voce femminile (che in questo caso non e’ neanche sempre “alla goth”) sui quali subentra uno dei growl piu’ cattivi di tutto l’album. Ma in fondo e’ inutile stare a citare tutti i brani, visto che la qualita’ del disco e’ abbastanza elevata e si mantiene su un livello medio abbastanza continuo (difficilmente salterete qualche traccia).
Un plauso va fatto poi alla produzione, molto pulita e capace di far risaltare le canzoni senza dare una sensazione piu’ “plasticosa” di tanto.

Insomma, “Sword’s song” e’ un disco ben riuscito, non troppo originale (nonostante Tolkien e l’epicita’, resta comunque un disco gothic che segue abbastanza fedelmente i canoni dello stile “Cappuccetto rosso e Lupo cattivo”), ma che sicuramente tutti gli appassionati del genere apprezzeranno (mentre per quanto riguarda un “semplice Tolkienita” incuriosito dalle tematiche sarebbe consigliato almeno un ascoltino preventivo…) !!
Conclusione: “Sword’s song” non sara’ un disco che segnera’ la storia musicale (e probabilmente nemmeno questa annata musicale), ma al momento io me lo sto gustando parecchio…

Sauro Bartolucci

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