Trent’anni sono passati dal primo album. Trent’anni in cui sono cambiate le formazioni ma per molti, me compreso, gli Asia sono sempre stati e sempre saranno loro quattro: Downes, Wetton, Howe, Palmer. Nulla da criticare a tutti gli altri membri passati, ho amato anche quegli album, tra alti e bassi, ma è innegabile che il marchio di fabbrica vero è questo.
Ci sono voluti un po’ di anni perché si riformassero, e gli ultimi lavori in studio avevano avuto un certo rodaggio con il progetto Wetton/Downes di Icon. Tutta questa fase e riavvicinamento ha fatto sì che il gruppo arrivasse a pubblicare l’album del trentennale, tornando anche alle splendide e spettacolari copertine di Roger Dean.
Rispetto al passato si è persa quella ricerca dei titoli che iniziava e finiva sempre per A, come il nome del gruppo, preferendo titoli più normali. Così quest’album si intitola semplicemente XXX, trenta, e già da solo è evocativo.

Questo lavora segna il ritorno discografico in pompa magna, un album perfetto sotto tutti i punti di vista, ritrovando in pieno quel suono e quell’unità di tanti anni fa. XXX non è un album autocelebrativo, non ci si autocita. Il punto di forza è senza ombra di dubbio l’evidente volontà degli Asia di guardare al futuro, tenendo sempre presente il proprio passato.
E’ così che verremo immersi in melodie azzeccate, mai stucchevoli, con Downes in pienissima forma alla tastiera, e un ispiratissimo Wetton al microfono. Howe e Palmer sembrano ancora dei ragazzini, il tempo sembra proprio si sia fermato ai primi anni ottanta.
Le atmosfere che il gruppo intesse sono proprio quelle che me li ha fatti amare quando li ascoltai la prima volta, attacchi improvvisi, melodia in crescendo pompose partiture di tastiera e il particolare tocco sulle corde di Howe.
L’album fa capire immediatamente il suo potenziale già dalla iniziale Tomorrow The World. Si prosegue con la sognante Bury Me In Willow, la grintosa No Religion, che sarebbe stata perfetta in uno dei primi lavori, l’atmosferica Faithful con quel suo bel suono retro di tastiere.
Per noi italiani poi c’è la bellissima Al Gatto Nero, in cui Wetton si cimenta nel ritornello in italiano, semplice ma di sicuro effetto. Belli anche Judas e la conclusiva e dolcissima Ghost Of A Chance, per me il brano migliore in assoluto di XXX.
Chi ha amato gli Asia, troverà in XXX uno dei punti più alti mai raggiunti nella loro lunga carriera. Magnifico.

 

 

 

ENGLISH VERSION

Thirty years have been passed since the first album. Several line-up changes, but for a lot of fans, me included, Asia is still made-up of four elements: Downes, Wetton, Howe, and Palmer. Nothing to say about the former members, their albums are great, too, also with their ups and downs, but I do think that the original Asia mark is this.
It took so many years for them to join again, and the last recording works have been worked out greatly with the project  Wetton/Downes by Icon. This period and the new joint led to the issuance of the thirty year celebration, along with the awesome covers signed by Roger Dean.
The habit of searching for particular titles, beginning and ending with letter “A” as well as the bad name, has been lost; no particular rules for titles, now. Therefore, this album is simply titled XXX, Thirty. This is very evocative.

A great-pomp-coming-back for them, a perfect album under so many points of view, the old sounds and unity of once upon a time have been born again. XXX is not a self celebration album, no self quotations. The strongest point is obviously their will to look to the future, but still keeping in mind their own past.
Awesome melodies, never sickening, Downes is top performing with his keyboard,  and Wetton is something incredible with his microphone. Howe and Palmer are very youthful, time has stopped in the 80’s for them.
The atmosphere here created are those that made me love them the very first time I listened to their songs, suddent attacks, “crescendo” melodies, astonishing keyboards parts, and the particular performing of Howe.

This new album has a great potential, you can easily understand what I mean starting from Tomorrow The World. Then there’s le dreaming Bury Me In Willow, the pushful No Religion, that could be perfectly compared with one of the first works, the full-atmosphered Faithful with its own old-fashioned keyboards.
For all the Italian fans, there is the special Al Gatto Nero, where Wetton sings the refrain in Italian language, it is simple but its impact is deep. Thumbs up for Judas and the last and sweetest Ghost Of A Chance, the best song of the whole album, in my opinion.
Message to everyone who have loved ASIA: you will find XXX one of the highest goals ever scored all along their career. So great!

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