Vi era mai capitato di vedere un demo prodotto in tre edizioni diverse, con piu’ o meno tracce a seconda di quanto e’ “deluxe” la versione? A me no, “The Unassuaged’s Maze” e’ il primo caso che mi capita (nelle note allegate al cd leggo che ci sono ben due diverse edizioni “speciali” con delle tracce aggiuntive)… Il cd che mi e’ stato recapitato e’ comunque quello “standard” ed ospita cinque tracce facilmente classificabili come doom metal. Prima di parlare delle composizioni pero’ c’e’ una precisazione da fare: quando questo demo e’ stato inciso la band non aveva bassista e batterista, cosi’ la soluzione adottata e’ stata quella di far suonare il basso ad uno dei due chitarristi e di servirsi di percussioni campionate per le parti di batteria. Non che questo disturbi ad onor del vero… Quello che disturba e’ invece la produzione molto “ovattata”, che fa si’ che il suono giunga come da “attraverso un muro”. Se questa cosa per altri generi si sarebbe rivelata una catastrofe tuttavia col doom ci puo’ anche stare, e tutto sommato non penalizza piu’ di tanto il lavoro. “The Unassuaged’s Maze” si apre con una breve intro di tastiera, un piccolo stacco che serve semplicemente ad introdurre al lavoro. Le cose si fanno piu’ serie con “Bleeding eyes”, un pezzo doom di quelli tipicamente rallentati e dal retrogusto epico e “addolorato” allo stesso tempo. Come si puo’ sentire subito la scelta del tipo di voce non si e’ orientata verso il growl (come ci si potrebbe aspettare) e mi sembra che la soluzione adottata sia decisamente adatta alle atmosfere del gruppo (si sposa bene al suono delle due chitarre, epico e un po’ “funereo”). Un buon pezzo! I caratteri epici sono poi piu’ accentuati nella successiva “Morbid fantasies”, altra composizione tipicamente doom, ma piacevole da ascoltare (il che non e’ poco, con il doom si rischia sempre di annoiare!!). Meno riuscita e’ invece “Tears of a blossom”, breve composizione che convince di meno (anche per colpa della produzione), che mi fa da spunto per segnalare una particolarita’ della band: la durata dei brani. Mentre infatti col doom di solito i pezzi sono molto dilatati ed hanno un minutaggio parecchio esteso, qua non si arriva mai neanche ai 4 minuti e mezzo, e nel caso dell’ultimo brano citato non si arriva neanche ai tre minuti. Penso sia una buona scelta per un gruppo che si sta “impratichendo” in questo genere. Infine il cd si chiude con “Unassuaged we rest”, una specie di outro atmosferica in cui si sente un rumore di acqua che scorre accompagnato da dolci arpeggi, l’atmosfera ricreata non e’ affatto male! Insomma, in conclusione questo lavoro degli Artefix Fraudis si rivela di discreta fattura, adesso sono curioso di sentire cosa verra’ fuori con una produzione migliore e con l’apporto dei due nuovi membri (bassista e batterista) che la band ha reclutato dopo l’incisione di questo demo…

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