Ragazzi devo ancora riprendermi dal duro colpo subito ascoltando questo gruppo di Torino. Gli Art Of Darkness spaccano davvero tanto e soprattutto lo fanno con maestria, padronanza tecnica e compositiva difficilmente imitabile! Death metal moderno e compatto, ispirato dai nuova portabandiera della scena svedese quali Soilwork (quelli di un tempo), Darkane, Dark Tranquillity (per quanto riguarda alcuni passaggi melodici), Death ed anche i nostrani Node senza trascurare il buon vecchio Thrash. Cinque giolielli carichi di odio, di tecnica e prodotti in maniera a dir poco sorprendente da Tommy dei Sadist (non ditemi che l’avevate dimenticato) nei suoi studios! “Maniac Illusions” diretta e sfrontata, ci presenta il lato più duro e crudo della band, ritmiche serrate zeppe di cambi di tempo sommersi da valanghe di riffs. “Eclipse” ci mostra come i nostri riescono a destreggiarsi fra sfuriate death e passaggi più melodici (vedi il guitar solos molto bello ed azzeccato) ma non per questo di minore impatto. Tutto è studiato nei minimi particolari, tutto è studiato per stordire letteralmente l’ascoltatore! Basterebbero queste canzoni per poter ammettere di avere un gioiellino fra le mani, ma non è così. Gli AOD (per abbreviare) continuano a deliziarci con “Totem”, forse la canzone più swedish oriented dell’intero disco, composta quasi per mostrarci l’abilità dei chitarristi. Un basso stoppato apre le danze nella canzone conclusiva “Slaves of Reality” altra canzone brillante piena zeppa di cambi tempo e che adotta, allo stesso tempo, delle soluzioni moderne molto vicine al crossover. A chiudere il disco la breve ed eterea outro “Mystique”, interamente composta da piano e synth. Non vi è nessuna pecca, ogni componente della band svolge il suo compito in maniera eccelsa (note di merito al batterista e ai due chitarristi) compreso il cantante, che riesce a destreggiarsi fra growling e screaming con disinvoltura. Insomma ascoltateli e soprattutto sperate nei loro lavori futuri!

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