Live report e foto report a cura di VITTORIO LAI

 

Prima di tutto un doveroso grazie a chi ha contribuito a realizzare questa data, organizzazione, locale, staff etc.

Grazie per averli portati qui sotto casa. Chi?
Gli Arch Enemy signori, proprio loro, l’unione di Svezia Canada e Stati Uniti, che in qualsiasi latitudine o longitudine, spacca il culo a tutti.

Poche parole e tanti fatti, questo basta a descriverli, diciamo che dall’esaltazione che ho in corpo dovrei tirare 28 bestemmie e 14.000 parolacce per dire quanto sono cazzuti, ma non sarebbe molto elegante, quindi facciamo i galantuomini.

Locale pieno come non l’avevo ancora visto, salgono sul palco in perfetto orario e cominciano subito alla grande, suoni perfetti, luci giuste, headbanging a palla, suonano buona parte di War Eternal e saltellano fra Anthems of Rebellion, Doomsday Machine e Wages of Sin.

Li avevo già visti l’anno scorso a Romagnano, quando ancora c’era Nick Cordle gran bravo chitarrista per i miei gusti, ma quest’anno la chicca.. Il buon Loomis ex Nevermore per chi non lo conoscesse, anche se difficile.

Due paroline sul chitarrista new entry bisogna proprio spenderle, poi da ex chitarrista, la mia stima per quella bestia è abbastanza elevata.

“Minchia Loomis negli Arch Enemy”
“cosa ci va a fare?”
“un leone in gabbia”

Quersto e altro scombussolava chitarristi, appassionati and many more..
Io direi ma anche no.

I brani ovviamente erano perfetti, e lui non era affatto in secondo piano, faceva il suo mestiere, senza lasciare a casa il suo stile, temevo invece che fosse Amott un passo indietro, invece l’equilibrio era buono.

Personalmente mi sarebbe piaciuto, come credo a tantissimi vedere un suo spazio guitar solo, come avevano fatto l’altr’anno, però forse sarebbe stato difficile riportare l’attenzione sulla band hahaha

Ovviamente quel gran pezzo di fanciulla della Alyssa riporta l’attenzione, quindi magari in un prossimo live lo vedremo dare sfogo a tutte le tonalità esistenti :-)

Rispetto totale per la tamarragine del batterista che ha suonato con una batteria trasparente, contornata da led blu.. beh non c’è che dire.

Amott, D’angelo e Erlandsson  sono indiscutibilmente delle macchine da guerra, ritmica serrata e a tuono come sempre, forse se proprio vogliamo trovare un pelino di difetto, li ho visti tutti un po’ più statici rispetto a l’anno scorso, tuttavia sti 5 danno ad ogni concerto un motivo per tornare a vedere il prossimo.

Ripeto polche parole e tanti fatti…. fatto bene ad andarli a vedere.

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