Il 2002 è passato ormai e, mea culpa, non vi ho ancora parlato di questa interessantissima band, gli Apeiron appunto, e del loro primo demo “Endternity”. Si tratta infatti di un disco in circolazione già da un po’ di tempo, io stesso avevo potuto dargli un ascolto veloce alla fine del luglio scorso quando, in occasione del TAO Fest incontrai Claudio, vocalist del gruppo, che, lodevolmente munito di lettore portatile, girava tra i presenti proponendo loro il lavoro della band. Prima di passare a parlare di “Endternity” un’ultima nota va spesa sulla professionalità della band che ha inviato in redazione il disco corredato da un CD-Rom informativo contenente tra le altre cose, una versione completamente navigabile del loro sito internet molto completo e ben fatto! Apeiron, una sorta di “concept-band” che si rifà alla definizione filosofica di infinito come principio di tutto e quindi senza limiti. E’ proprio questo il significato di “A-Peiron”, senza limiti, e questi cinque ragazzi pavesi lo interpretano al meglio. Strumentisti ineccepibili, con “Endternity” ci propongono quattro brani che, ad eccezione della conclusiva “Engraved in Eternity” un po’ fuori stile nella prima parte del brano, sono invece in pieno stile death di stampo moderno, per intenderci, quello che gli appassionati di etichette ancora oggi insistono a chiamare melodic-death (in alcuni casi, dove la passione degenera in mania, si può incontrare anche la variante swedish death). Le liriche, frutto di un grandioso songwriting ispirato e mai banale, sono tutte incentrate su figure mitologiche femminili; Medusa, Bhanshee, le Sirene e la Megera, sono tutte reinterpretate nelle quattro tracce che compongono la demo, dove è chiaro ed onnipresente, di sfondo delle tematiche mitologiche, il tema dell’uomo egoista e famelico che dalla notte dei tempi si prodiga alla ricerca della vita eterna che, nella visione della band, si tramuta sempre in eterna solitudine, densa di dolore! Sicuramente una band da tenere d’occhio nei prossimi anni insomma, anzi, a chi come me ha amato capolavori del genere come “The Gallery” e “The mind’s I”, consiglierei di contattare la band ed accaparrarsi anche una copia di questo piccolo gioiello.

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