Pubblicato nel 2012
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Prima di iniziare con la recensione vera e propria facciamo un breve antefatto.

Gli Angel Witch si formarono in quel di Newcastle nel lontano 1977 per mano del cantante e chitarrista Kevin Heybourne, unico componente della vecchia line up presente ancor oggi. Stiamo qui parlando di una tra le prime band a dare il “la” al leggendario movimento della NWOBHM. Insieme ad Iron Maiden, Praying Mantis, Diamond Head, Samson ed altri furono tra i primi a strutturare le serate dello storico Soundhouse di Neal Kay, locale seminale per ogni appassionato di questo movimento.

Questo “As Above, So Below” si posiziona in discografia come quarto studio album in oltre trent’anni di carriera, affianco a svariati live ed una manciata di raccolte; con la nuova uscita il sound ha nettamente ripreso la scia degli esordi, locati nel 1980 con l’omonimo masterpiece “Angel Witch”, edito per la storica Bronze Records.

Gli otto brani che compongono il disco sono per metà nuove tracce e per metà vecchi pezzi; ma procediamo con ordine.

Il tutto ha inizio con le sinistre note di “Dead Sea Scrolls”, brano risalente alla prima metà degli anni ’80, mai inciso prima, ma comunque suonato live nel corso degli ‘80s. La prima cosa a colpire del disco è il sound straordinariamente old school, per nulla moderno e “ritoccato”, quasi fosse stato inciso poco dopo il debutto e lasciato in un cassetto per trentadue anni.

I riff riportano nostalgicamente i ricordi al passato, con una produzione a dir poco perfetta nel aver riprodotto questi suoni perfetti, tecnicamente possiamo dire senza alcun dubbio: “Sono loro, sono tornati”.

Era infatti dal 1986, da quel lontano “Frontal Assault” che mancava un successivo capitolo discografico nella carriera degli Angel Witch; in scaletta si prosegue con “Into The Dark”, altro brano pescato dal vecchio repertorio, tanto è vero che il suddetto pezzo veniva riproposto live dalla band già dai primi anni di attività sul finire dei ‘70s.

E’ adesso il momento di “Geburah”, brano nuovo, che comunque non si distinguerebbe mai da quelli più datati per via di un marchio di fabbrica indistinguibilmente old school; come tutti i pezzi contenuti in “As Far, So Below” anche questo contiene una struttura in continuo cambiamento, con diverse armonizzazioni ed un gran gusto tecnico.

Terminata la potenza di “Geburah” irrompe l’affascinante arpeggio di “The Horla”, altro brano di recente composizione che racchiude alla perfezione il trademark di queste instancabili perle dell’Heavy Metal, raggiungendo la spinta massima sul finale.

Proseguiamo con “Witching Hour”, anch’esso come “Dead Sea Scrolls” risalente alla prima metà degli anni ’80; la traccia parte con una breve cavalcata che si stabilizza su una linea di base alternandosi a vari cambi di riff, ma mantenendo i ritmi sempre incalzanti. Uno dei migliori brani del cd senza dubbio.

Un ritmica oscura e cadenzata introduce la successiva “Upon This Cord”, brano intricato e ricco di cambi di tempo; a seguire il pezzo più esplosivo dell’intera produzione, parlo di “Guillotine”, che altri non è che la re incisione di “Rendezvous With The Blade”, contenuta nell’album “Frontal Assault” del 1986.

Con i suoi sette minuti scarsi sa dare il colpo definitivo per un album che ha lasciato davvero il segno e che ha saputo riportare indietro nel tempo i padiglioni auricolari dei fan di questo genere, mentre il tutto viene sigillato con “Brainwashed”, un’altra cavalcata verso il successo.

I brani sembrano fondersi l’uno dentro l’altro, infatti ascoltando l’album tutto d’un fiato non si notano quasi gli stacchi tra una canzone e l’altra; l’unico difetto che ho trovato in questa release è la voce di Heybourne, che a mio parere non è abbastanza esplosiva sulle tracce, ma questo non cambia comunque il mio giudizio sul disco: ottimo.

Un sound impeccabilmente anni ’80, riff intricati e di gran gusto tecnico e tanta passione costituiscono il primo studio album ufficiale degli Angel Witch dal 1986; nel 2012 avere tra le mani un disco del genere non può essere altro che il segno di un più che dignitoso proseguimento di scena di uno dei migliori pionieri della NWOBHM. Da avere ad ogni costo.

 

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