“Five Shots From Underground”: Cinque domande Cinque al Top Demo di Heavy-Metal.it !

Salve ragazzi, raccontateci la vostra storia e presentate il gruppo.
Gli AmneSiA sono formati da quattro elementi (voce, chitarra, basso e batteria) ed hanno cominciato a suonare quattro anni fa, con un buon bagaglio di esperienze musicali alle spalle. Alcuni di noi suonavano già insieme da anni; questa formazione si è stabilizzata nel Novembre del 2001 con la ferma idea di proporre qualcosa di innovativo, sperimentale, a partire dalle nostre influenze comuni. Un progetto in costante fermento e con sempre nuovi obiettivi che portiamo avanti con passione e determinazione.

Su cosa basate principalmente i vostri pezzi e quali sono i vostri punti di riferimento ?
Il nostro vissuto personale ha sempre un’importanza molto rilevante nel fare musica. Comunque cerchiamo sempre di trovare punti di vista diversi per ogni composizione e di non restare mai legati ad un modello.
In generale vengono presentate delle idee, a volte anche una sola linea melodica, che poi vengono arrangiate, modellate e riviste fino a che non viene fuori un pezzo che nessuno dei quattro da solo si era immaginato, il prodotto delle nostre influenze amalgamate insieme che dà come risultato il sound degli AmneSiA.
Una caratteristica importante delle nostre composizioni è la varietà di influenze che si possono riscontrare; tutti e quattro proveniamo fondamentalmente dal rock ma col tempo ognuno ha trovato interessanti altri generi e alla fine mentre per esempio andiamo a Brescia a suonare, nello stereo ci vanno a finire prima i Carcass, poi i King Crimson e dopo ancora i Modern Jazz Quartet…

Cosa non ti piace del metal in Italia e cosa cambieresti ?
Fondamentalmente c’è un’attitudine di fondo che non và. Mi sembra (e non solo a me!) che proprio in Itali si tenda sempre a utilizzare quello che già c’è e che già ha avuto successo così non ci sono rischi. Ho riscontrato questo tipo di atteggiamento su tutti i fronti, dalle case discografiche ai locali. Non si cerca più qualcosa di nuovo che prima non si era sentito e che potrebbe essere una nuova fonte di ispirazione artistica e di conseguenza i nuovi gruppi non sono più stimolati a fare pezzi loro e a ricercare qualcosa di innovativo e originale perchè tanto nessuno lo richiede… è più conveniente fare una cover band a questo punto!!! Ovviamente seza nulla togliere alle cover bands ma ora come ora ci sono solo quelle.

Miglior gruppo italiano e più sopravvalutato gruppo italiano ?
Gruppi in italia ce ne sono tanti e alcuni anche veramente bravi. In questo momento però se dovessi citare un gruppo che mi ha colpito, dovrebbe essere un gruppo che oltre a suonare bene dovrebbe avere una proposta coinvolgente e particolare cosa che mi riesce molto difficile da trovare. Quello che mi ha lasciato più spiazzato positivamente sia dal punto si vista tecnico che artistico sono un gruppo di Firenze, i Puta’s Fever che fanno una fusion allucinante, non prettamente metal ma con delle influenze anche da lì (il bassista suona anche in un gruppo grind!). Molto interessanti e particolari.
Per il più sopravvalutato………………… potrei farmi troppi nemici!!!

Cosa ti ha dato la musica e cosa vorresti darle tu ?
Fino ad ora la musica mi ha dato vita e motivazioni, oltre ovviamente al divertimento ed il piacere di farla. Personalmente è l’unica cosa che riesco a fare per ore senza sentire il tempo che passa e un’altra cosa fondamentale sono gli incontri che ti porta a fare con altri musicisti che arricchiscono sempre il tuo bagaglio culturale ed emozionale.
Mi piacerebbe riuscire a darle la mia parte di scoperta e i risultati della mia ricerca; per me la musica c’è ma è evoluzione ed è tramite i musicisti che si deve sviluppare creando nuove soluzioni e portandola avanti nel tempo senza lasciare che rimanga statica in un punto morto.

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