Provenienti dalla Toscana, gli AmnesiA nascono nel 2001 per volere di Fabio, chitarrista degli Holyland, e Leonardo. In breve tempo la formazione è completata e in men che non si dica la band inizia ad esibirsi dal vivo nei vari locali metal della scena underground italiana; contemporaneamente incominciano a scrivere alcuni brani che andranno poi a finire in quest’ottimo demo intitolato “Disgression of mind”. Eccellente la prova di tutti i musicisti che si dimostrano particolarmente capaci nell’utilizzare i propri strumenti e nel comporre quattro interessantissime canzoni: Fabio alla chitarra è autore di ottimi soli e tecnicamente difficili dal punto di vista esecutivo così come ottima è la prova di Amerigo che si dimostra un vocalist non dotato di una grandissima estensione vocale ma capace di adattare il proprio modo di cantare alle esigenze dei pezzi composti dalla band. “Disgression of mind” è composto da quattro pezzi di matrice heavy metal con chiari riferimenti thrash soprattutto nell’opener “To nevermore”, che grazie a riffs davvero pesanti ed aggressivi uniti al cantato tirato e sporco di Amerigo, rimanda con la mente ai tempi di “The legacy” dei Testament. Davvero un eccellente pezzo. Tuttavia non è possibile catalogare questa band sotto un unico tipo di genere musicale, poiché, abbandonato il thrash della precedente canzone, il gruppo in oggetto cambia radicalmente il proprio modo di suonare e con la successiva “AmnesiA pt1” si sposta più sull’heavy metal classico, mentre la voce di Amerigo si concentra su un tipo di cantato più arioso e pulito. La successiva “Floating” è una tristissima composizione per pianoforte che fa da apripista alla conclusiva “Souls in a river” che vede il gruppo impegnato in un roccioso mid tempo che nel suo scorrere si evolve nella più classica delle metal song. In definitiva gli AmnesiA sono una band di tutto rispetto e ho l’impressione che sentiremo presto parlare di loro. Complimenti.

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