Più che un CD ‘Slaves For Live’ è una vera e propria colonna sonora, un colossal epico e di successo.
Gli Amaseffer attingono dalle proprie radici storico/culturali e danno vita a un concept album che si ispira alle travagliate vicende del popolo ebraico in una sorta di opera prog sinfonica con tanto di riferimenti a sonorità mediorientali e utilizzo dell’idioma ebraico. Nel quadro rientra anche la partecipazione in pianta stabile di Mats Leven (Malmsteen) che si affianca al bravissimo Kobi Farhi, già ampiamente apprezzato in passato con i fenomenali Orphaned Land, e alla bionda Angela Gossow (Arch Enemy), entrambi in veste di guest. Insomma un calderone di primizie e ingredienti prelibati, mescolati assieme da mani sapienti e ricche di talento: gli Amaseffer non rinunciano a nulla e infarciscono il proprio album di orchestrazioni, voci narranti e strumenti tradizionali in una sorta di enorme compendio storico musicale. Infine, e come poteva essere altrimenti, l’utilizzo di una vera e propria orchestra sinfonica a rimarcare l’impronta ampiamente cinematografica e solenne del prodotto.
‘Slaves For Life’ è davvero un album completo e ambizioso, che riesce a coniugare prog metal raffinato a orchestrazioni avvolgenti, senza per questo rinunciare a soluzioni più accessibili e melodiche. Ogni singolo episodio meriterebbe una trattazione a parte ma ai fini del concept è bene pensare a questi dieci brani come a indispensabili tasselli di un mosaico bellissimo. Testi alla mano, il primo disco degli Amaseffer ci trasporta in una dimensione atemporale e coinvolgente, in cui storia, musica e tradizione si fondono con grande personalità e raffinatezza.

Magari serviranno più e più ascolti per carpire appieno l’essenza del disco ma è un piccolo tributo che comunque si paga molto volentieri. Primo capitolo di una trilogia che si prospetta già ad altissimi livelli…

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