Arrivano al fatidico traguardo del terzo full gli Amagortis, band svizzera attiva dal 2001. Gli Amagortis sono una band che non fa dell’originalità o della personalità il proprio vessillo, ma che si lancia in dodici brani di putrido brutal death dalle tematiche gore, fatto di sangue mestruale e corpi smembrati e brutalizzati. “Intrinsic Indecency” è un album diretto, come un pugno di Tyson, monolitico e pachidermico, incentrato prevalentemente sulla ricerca del groove, infilandoci di tanto in tanto riff dal sapore thrash. Le influenze palesate in questo platter sono ben facili da capire, infatti si sentono gli echi di Cannibal Corpse, Lividity o Devourment, quindi possiamo trovare il classico riff brutal, la classica voce gutturale e le classiche accelerazioni miste a stacchi spacca collo. Il problema del disco, oltre ad essere la mancanza di personalità, risiede anche in una produzione n po’ troppo “fiacca”, manca la “botta”, la “pacca” o come ognuno la vuol chiamare, in poche parole manca di potenza, cosa che per un genere come il brutal è davvero una cosa molto castrante. I capolavori del genere sono altri, ma “Intrins Indecency” è un album che, anche per via della sua breve durata, si fa ben ascoltare, ma credo che potrebbe finire ben presto nello scaffale a prendere polvere.

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