Vista la recente pubblicazione del nuovo album “Millennium Re-burn”, da parte della band vercellese Alltheniko (cliccate qui per leggere la recensione), cogliamo l’occasione di scambiare due chiacchiere col simpatico chitarrista Joe. Ecco a voi l’intervista!

Ciao ragazzi, benvenuti su heavy-melal.it! Partiamo dal demo “A Party In Hell” che è circolato prima della pubblicazione del nuovo “Millennium Re-burn”. All’inizio mi è sembrato che stavate cercando un nuovo contratto, poi il disco è uscito nuovamente su My Graveyard Productions. Cos’è successo esattamente?
Ciao a tutti e grazie per lo spazio offertoci!
A dire il vero “Make A Party In Hell” è un promo e non un demo, inteso come tracce promozionali che anticipano l’uscita dell’album. Questo semplicemente perché ci è sembrato opportuno rendere noto che il progetto Alltheniko lavorasse a pieno regime nonostante la momentanea inattività live della prima parte del 2010.

Come è nato il nuovo album? C’è qualche novità rispetto ai due precedenti?
I brani nell’album sono nati in periodi diversi, questo è possibile notarlo in quanto il disco è eterogeneo come richiami di stile, per esempio i brani “The Inner Self” e “Masterful Man” sono completamente diversi, e questo per certi versi spiazza chi li ascolta, ma il nostro tentativo, anche se può sembrare pretenzioso, è quello di personalizzare il sound, e renderlo riconoscibile pur navigando nelle varie sfumature del metal.

La produzione è davvero ottima: potente e graffiante! Dove è stato registrato il disco?
Beh, mai come in questo caso “chi fa da sé, fa per tre” ha ha!,
scherzi a parte…, negli anni abbiamo accumulato esperienza sufficiente per poter gestire integralmente la realizzazione di un album, ci piace poter intervenire in qualsiasi momento nell’elaborazione delle strutture, e negli arrangiamenti dei pezzi. Sappiamo che questo comporta un lavoro più lungo, ma ci interessa che il disco esca solo quando siamo realmente soddisfatti del risultato finale.

Credo sia un po’ presto ma…che feedback state ricevendo da “Millenniun Re-burn”?
Credo che Giuliano della MyGraveyard sia più informato di noi sulle vendite di “Millennium”. Le nostre copie le vendiamo principalmente “on stage”, ma siamo comunque coscienti del fatto che nell’ambiente underground si “viaggia” lenti, ma costanti.

Per i precedenti due album avete realizzato dei videoclip. Farete lo stesso anche con il nuovo disco? Ci sono possibilità che i vostri clip passino nei circuiti specializzati? Credete siano un buon mezzo di promozione?
Assolutamente sì, promuovere il disco con le immagini dà una marcia in più alla band, a breve sarà disponibile il videoclip di “Hide in The Dark”, che (come già abbiamo annunciato nel booklet ) è la colonna sonora del film “Vamp”, un film in stile “cult movie” di natura anch’essa underground, e che uscirà probabilmente a fine marzo.

Nella canzone “No More Fear” avete inserito alcuni versi in italiano. Come mai questa scelta?
Riteniamo che “No More Fear” sia la traccia di stampo più classico dell’intero album, dunque abbiamo pensato a una particolarità che rendesse il brano più riconoscibile ed efficace, e, come se non bastasse la parte in italiano è cantata da un canadese, ovvero Gord dei Piledriver!

Che significato ha (o a chi è dedicata) la canzone “Army Of Nerds”?
Abbiamo pensato che il tema di “Army Of Nerds” fosse alquanto inusuale per il nostro genere! questo testo deve essere visto in chiave ironica e non vuole essere assolutamente offensivo, ma al contrario è come una dichiarazione di stima, in fondo se non esistessero i nerds saremmo ancora all’età della pietra! per questo abbiamo ipotizzato una loro rivalsa armata!

Cosa pensate dei cosiddetti social network? Sono indispensabili per una band che vuole farsi conoscersi?
Certo! sono utili e indispensabili, ma è altrettanto facile far cadere un buon progetto in un marasma di proposte, così da non permettere più a chi lo merita veramente di emergere! Chiunque può apparire come vuole su facebook, per questo anche il vostro lavoro di webzine è indispensabile per poter mettere meglio in ordine le cose.

Che aspettative può avere una band come la vostra che suona metal classico in Italia?
Nessuna hahaha! ma la musica che proponiamo oggi ha le carte in regola per incanalarsi e affermarsi in circuiti esteri. Questa per gli Alltheniko è attualmente l’unica via percorribile oltre che il principale obiettivo.

Come siete messi sul fronte live? C’è possibilità di vedervi suonare ancora nei nostri locali?
Assolutamente sì, speriamo di poter presentare il nostro album soprattutto negli “open air” estivi, che per noi sono i più divertenti. Per il calendario live in generale, stiamo tenendo aggiornato il nostro sito www.alltheniko.it, e già sulla home page è possibile informarsi sugli eventi imminenti del gruppo.

Per suonare ai maggiori eventi metal del nostro paese bisogna essere raccomandati?
Ma certo hahaha! Siamo in Italia, tutti sappiamo cosa serve no? il mondo della musica purtroppo gira allo stesso modo di tutto il resto, non è mica controcorrente, e forse non lo è mai stato!

Avete suonato diverse volte all’estero. Che riscontri avete avuto? Avete qualche aneddoto da raccontarci di quelle esperienze?
Innanzitutto ci auguriamo che anche in Italia si incominci a prendere sul serio in considerazione questo progetto! l’estero però ci piace parecchio, le nostre “gite” sono esperienze uniche e memorabili. L’accoglienza migliore l’abbiamo avuta l’anno scorso al Summernights di Bonn, due anni fa altrettanto trionfalmente abbiam suonato nell’ex caserma SS di Norimberga come co-headliner con i Delirious! non è stato mica uno scherzo uscirne indenni haha!

Chiudi pure l’intervista come preferisci.
Supportate gli Alltheniko e supportate il metal italiano!

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