Devo ammettere che ad un primo ascolto questo lavoro dei torinesi Alchemy Room mi aveva lasciato non poco perplesso; in più frangenti era come se il gruppo volesse suonare complicato anche quando non strettamente necessario, cadendo così nel solito clichè autoreferenziale. Il tempo si sa, porta consiglio e col passare degli ascolti il mio giudizio è diventato meno brutale. Pur essendo tutti di durata consistente, nelle tracce di questo “Origin Of Fears” melodia e atmosfere non solo non vengono mai tralasciate, ma finiscono per essere il fulcro attorno a cui ruota l’intero sound della band. Talvolta sfociando persino nella più pura psichedelia come in “La Fin Absolue Du Monde”, splendidamente costruita per metà su un tappeto di reverberi, voci di sottofondo ed echi dal deciso sapore pinkfloydiano. Altrettanto forti sono i richiami ai Marillion di Steve Hogarth negli arpeggi di “Waking The Child”, pezzo diviso in due parti che si apre col passare dei minuti alle più svariate soluzioni. Scomodare nomi di un certo livello può creare false aspettative in chi ascolta ma garantisco che a più riprese balzano all’orecchio soluzioni stilistiche fuori dal comune. Quando invece il gruppo si lascia andare ai virtuosismi, e qui veniamo alle note negative, lo fa in maniera forse troppo ingenua, finendo così per appesantire il sound. Nota di merito invece per le le lead vocals di Irene Mondino, dal sapore quasi onirico solo apparentemente in contrasto con il sound della band, con cui invece si sposano perfettamente dando vita a scenari interessanti. “Origin Of Fears” è sicuramente un buon punto di partenza per il gruppo torinese; con la giusta maturazione in fase di compositiva, sono certo che gli Alchemy Room sapranno ancora dire la loro in maniera tutt’altro che banale.

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