Tornano gli Agent Steel dopo il loro ultimo lavoro “Omega Conspiracy” del 1999, e lo fanno con un disco che riprende quanto iniziato con il precedente lavoro, ancora toni da science fiction supportati da un impianto sonoro solido e potente. L’unica differenza in formazione e’ l’innesto del batterista Rigo Amezcua in luogo di Chuck Profus, uno dei membri originali.
Partiamo proprio dalla sezione ritmica, il nuovo innesto riesce ad integrarsi piuttosto bene con Karlos Medina, il gruppo quindi non accusa lo split con Profus, anche se sostituire un elemento di una macchina ben oliata e’ sempre un rischio. “Order of the Illuminati” inizia in modo aggressivo e veloce con “Avenger” e “Ten fists of nations”, quest’ultima e’ sicuramente una bella canzone, ma nella sua parte centrale ha una parte vocale che ricorda molto da vicino Bruce Dickinson in “The number of the beast”, un passaggio talmente simile da risultare quasi una citazione della vergine di ferro. Gli Agent Steel si assestano sul loro classico heavy metal con elementi thrash (soprattutto chitarristici) adottando una formula ben rodata e consolidata con il tempo.
Spesso i richiami Maideniani sono ben in vista, ma del resto questo non e’ necessariamente un difetto, dato che i nostri sono comunque in grado di personalizzare in modo deciso la loro proposta. L’ascolto del disco scorre piacevole, le sferzate di energia sono frequenti, “Enslaved” parte in modo molto aggressivo e decisamente thrash, intelligenti gli stacchi frequenti e l’impianto melodico, elementi che candidano questa canzone come una delle migliori del lotto, grazie anche al gran assolo. Inizio completamente diverso per “Insurrection” dal vago flavour orientale, ben in mostra la voce di Bruce Hall, decisamente ad alti livelli, sempre supportata dalla chitarra di Juan Garcia, la successiva track, “Apocalypse”, si candida come antagonista di “Enslaved” al titolo di best song del disco, diversa dall’altra dato l’incedere maggiormente compassato a dispetto della velocita’, si lascia ascoltare per l’ottimo riffing.
“Dance of St. Vitus” e’ un breve solo di basso che introduce la nervosa “Dead eyes”, efficace canzone giocata, ancora una volta, su ritmiche serrate e un cantato aggressivo, il disco si chiude con “Kontrol” un brano strumentale ottimamente eseguito anche se un po’ scontato. L’edizione giapponese di “Order of the Illuminati” comprende una bonus track, “Human bullet brainwashed”.

Questo Agent Steel e’ un buon disco di heavy metal dalle connotazioni spesso vicine al thrash, il suono e’ abbastanza moderno pur richiamando sovente un gusto ed un tipo di composizione tipica degli anni ottanta, nulla di nuovo sotto il solo dunque, tuttavia il disco e’ piacevole per vari motivi, prima di tutto e’ ben suonato ed arrangiato, di questi tempi non e’ poco; si lascia ascoltare bene quindi questo “Order of the Illuminati”, ma ha anche dei lati non propriamente positivi come la scontatezza di diversi brani, alcuni dei quali un po’ noiosetti, a fronte di altri piu’ vivaci e riusciti.
Se cercate un disco di buon heavy metal questo puo’ tranquillamente fare al caso vostro, in tutti i casi e’ consigliabile un ascolto prima dell’acquisto.

Vincenzo “The Jack” Tiziani

Comments

A proposito dell'autore

Post correlati