E così giunge il momento del best of anche per gli americani Acheron i cui esordi risalgono al lontano 1988. Con “Decade Infernus 1988-1998” gli Acheron vanno a ripescare il meglio della loro produzione tralasciando gli ultimi capitoli discografici (trascurabili a mio avviso, vedi ad esempio quella gran porcata di “Tribute To The Devil’s Music”). Compilation ricca, ben 32 brani che pescano qua e là da “Rites of Black Mass” (presente con ben 6 brani) a “Those Who Have Risen” purtroppo lasciando a casa l’ordine cronologico di pubblicazione (che secondo me avrebbe giovato non poco) dei vari album.
Comunque sia trattasi di una delle tante raccolte inutili, dedicate più che altro a chi magari vuole accingersi per la prima volta ad ascoltare questa o quella band, per farsi più che altro un’idea generale. Non sono presenti inediti, mancano quelle “chicche per fan” che giustificherebbero l’acquisto di un prodotto simile e il che è grave. Certo di musica ce n’è in abbondanda e riflette tutto il percorso stilistico dei nostri; dagli esordi thrash all’attuale commistura di death/black assai marcio, passando per le prime incursioni “sperimentali” con le tastiere e suoni più atmosferici e cupi.

E così mi trovo ad ascoltare svariate volte “Decade Infernus” riuscendo ad apprezzare un po’ di brani fra cui l’opener del primo disco “Thou Art Lord”, la massiccia “God Is Dead” e una manciata del secondo disco (riconducibile al buono “Rites Of black Masses”) come “The Thee We Confess”, “Summoning The Masses”, “Out Of The Body” e “Shehamforash”, dal titolo quasi impronunciabile, con tanto di tastiere …. molto bella.
Nient’altro da dire, se non ribadire l’inutilità di prodotti del genere.
“Decade Infernus 1988-1998” non è un prodotto scarso anzi, ma a chi potrebbe realmente interessare?

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