Gli “Absinthium” nascono nel 2003 e, dopo vari – a volte terribili- terremoti interni, si stabilizza negli ultimi anni portando alla luce un demo con cui fanno conoscere vecchie canzoni ricomposte con l’ultima line-up. Tre i brani che costituiscono “Absinthium”, per un ascolto di circa quindici minuti di autentico heavy anni ’80. Il quartetto torinese propone, infatti, un thrash dinamico, in stile Annihilator vecchi tempi; venature più morbide rimandano all’heavy classico che intelaia, con il riffing potente ed aggressivo, un connubio perfetto sul quale Alessandro Granato, il singer, ci allieta costruendo metriche travolgenti. La produzione è ottima e gli assoli –semplici fluenti- si fanno apprezzare a pieno grazie alla pulizia del mixaggio. Lo stacco graduale e poco marcato tra i brani, costruiscono un’omogeneità un po’ troppo perfetta tra di essi, a testimonianza di un’immaturità di fondo nel songwriting. Anche se solo tre brani non posso essere diagnostici per un’analisi analitica, si rileva senza ombre che gli Absinthium hanno tutte le carte in regola per sfornare un nuovo apprezzabile lavoro: caparbietà, doti tecniche e passione per la musica traspaiono da ogni singola nota. E allora forza ragazzi, dateci dentro e stupiteci ancora.

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