Ed eccomi qui pronto a recensire il primo volume della compilation nata dalla collaborazione tra la Necrotorture Agency e lo staff di Metal Wave. Questa compilation raccoglie i brani più rappresentativi dei migliori gruppi della realtà metal italiana. L’apertura delle danze del primo cd è affidata agli anconetani Infernal Poetry, un gruppo che, grazie al proprio stile sempre originale e ben prodotto, non smette mai di impressionare e ci regala “The Umpurifier”, un ottimo brano che fa letteralmente schizzare le quotazioni del nuovo album. Si prosegue con i calabresi Glacial Fear, una band che sin dagli esordi ha proposto un sound che si pone a metà strada tra il classico death americano e lo stile dei primi Fear Factory. Ed ecco arrivare i capitolini Sudden Death che ci propongono un brano caratterizzato da una sezione ritmica devastante, un cantato che alterna parti growl ad altre screaming e dei riff di chitarra realmente massacranti.
Seguono a ruota i Subliminal Crusher, un gruppo che, con il loro brano “Affection”, un vero e proprio tributo ai The Haunted, fanno tornare in mente il death metal svedese. Ed è il turno dei talentuosi calabresi Zora che, con il brano “Tsansa”, una sapiente miscela di death e brutal, riescono a dare un prova tangibile del loro valore. Seguono a ruota i lombardi Agabus, il cui sound propone una mix letale di crossover americano e riff death. Ed ecco i Seraphel, una black metal band che, con il suo sound che risulta gradevole ma che, a volte, cade nello scontato, da molto tempo divide il pubblico. Ottima, anche se un po’ banale, la prova dei calabresi Traumagain, una band dedita ad un brutal abbastanza convenzionale ma decisamente molto valido dal punto di vista tecnico.
Si ritorna sui lidi del Thrash anni ’80 con i veronesi Death Mechanism che, con i loro riff massacranti e tritaossa, ci fanno tornare in mente le imprese dei “titani” della Bay Area. La chiusura del primo cd è affidata agli Hellwrath che ci propongono un death che alcuni potrebbero considerare tradizionale e poco innovativo, ma che, grazie ad una discreta produzione, riesce ad infiammare gli ascoltatori.

Il secondo cd si apre sulle note degli S.R.L., un gruppo che, nonostante la propria decisione di cantare in italiano, non sfigura rispetto ad altre band, grazie anche ad una prestazione eccellente sotto l’aspetto tecnico. Con i milanesi Bejelith si toccano sia i lidi del NWOBHM che quelli dell’heavy classico anni ‘80.
Risulta molto difficile giudicare i calabresi Near Death Experience, una band che fonde lo stile degli Iron Maiden con quello dei Fates Warning ma che, penalizzati da una produzione un po’ particolare, non riescono ad esprimere pienamente il proprio valore. Ed arriva il turno dei capitolini Kingkrow che propongono un heavy metal molto semplice e diretto. Seguono a ruota The Nosebleed Connection che, nonostante propongono un mix di hardcore e thrash che risulta quasi incolore, potrebbero essere considerati uno dei gruppi con le maggiori possibilità di sfondare, dato che le attuali tendenze del mercato discografico underground e non tendono a privilegiare tale genere. Si toccano i lidi del prog con i I Quintessenza, un gruppo che fa tornare in mente i Dream Theater più tecnici ed atmosferici.
Il ritmo ricomincia a farsi sostenuto con i pugliesi Warchild, il cui sound è una letale miscela di heavy metal e thrash metal caratterizzato da un cantato veramente molto versatile e dal timbro accattivante. Molto originale la prova dei milanesi SKW, il cui sound è un mix letale tra lo stile musicale dei Tool e quello di Max Cavalera. Con I Sooth Sayers si torna sui lidi del thrash in stile Pantera e del punk-rock anni ’80 e ‘90. La chiusura del cd è affidata ai triestini No Reason che ci propongono “MasX”, un brano death-thrash molto grezzo che risulta essere un minestrone poco riuscito di riff compressi e vocalizzi incazzati. Come conclusione di una compilation del genere si poteva scegliere, forse, un pezzo suonato meglio.

Comunque questa è la tipica compilation che riesce ad accontentare praticamente tutti e che serve da ausilio a chi, pur non conoscendo la musica metal, è desideroso di addentrarsi nei fitti meandri che ne costituiscono la struttura.

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