Pubblicato nel 2004

Si sa, Jimi Hendrix è stato uno degli artisti più importanti della scena musicale mondiale, dagli anni del suo esordio sino ad oggi…. e lo sarà in futuro. Ora non sto qui a sparare stronzate sulla sua grandezza, sul suo modo di suonare che ha influenzato il 90% dei chitarristi in circolazione (il 10% rimanente non sa neanche cos’è una chitarra)… oltre alla sua musica c’era il suo spirito di ribellione, l’innovazione, l’essere fuori dagli schemi e tanto… tanto altro ancora.
Detto ciò, dopo averlo ascoltato, questo “The Spirits Live On vol.2” risulta superfluo e soprattutto fastidioso.
Insomma la Lion Music ha messo su il fior fiore della sua scuderia (tutti artisti di un certo valore eh) per dar vita a questo tributo. Artisti di un certo talento come Alex Masi con i suoi Condition Red, James Byrd, Lars Eric Mattsson, Chris Poland e alcuni chitarristi (o meglio guitar heroes) emergenti quali Dave Martone, Torben Enevolden, Tony Hernando e altri che non conosco minimamente…. Ok, fin qui è tutto ok, ma la Lion Music ha dimenticato la cosa più importante di tutte… Jimi non era un guitarhero, Jimi era un chitarrista, Jimi è IL chitarrista. “Purple Haze” suonata dai Winterlong (?!? ma chi sono ???) che raggiungono il massimo dello scempio con il cantante che scimmiotta il wha wha della chitarra, la stupenda “Angel” rifatta interamente strumentale con assoli ai limiti della fusion e miriadi di note tanto da renderla irriconoscibile, una “Manic Depression” che sarebbe stata buona se non fosse stato per un cantato pulito fuori luogo (che si discosta nettamente dall’originale) e dei suoni un po’ ovattati e una “Red House” tutto sommato buona. E ancora! La già strana “Room Full of Mirrors” qui completamente privata dei suoi suoni originali così psichedelici e allucinati (ma cosa sento?!? è un sitar o sbaglio? Ma Jimi non suonava una Fender?!) e poi… e poi… potrei benissimo fermarmi qui, anzi devo fermarmi qui.

Quindi, a prescindere dalle note doti tecnico/compositive degli artisti qui coinvolti mi sento di bocciare questo tributo non solo per il contenuto musicale (che ha alti e bassi) ma soprattutto perchè credo che qui, del vero spirito di Hendrix, non ci sia assolutamente nulla. Nonostante ciò sono sicuro che ad alcuni di voi possa anche piacere.

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